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Manovra, tutte le regioni contro il governo: protesta bipartisan sulla sanità. FI sollecita il Mef per le coperture

Nei rapporti tra gli alleati la trattativa è serrata in vista delle audizioni a Montecitorio. Malan (FdI): «Le risorse non sono infinite»

Manovra, tutte le regioni contro il governo: protesta bipartisan sulla sanità. FI sollecita il Mef per le coperture
Il ministro Giancarlo Giorgetti (foto ANSA)

Margini di bilancio stretti, ambizioni politiche assai meno. A chiedere di riscrivere la manovra non sono soltanto le opposizioni: alla porta di Palazzo Chigi bussano governatori, sindaci e alleati. Le Regioni, all’unanimità e senza distinzioni di colore, avvertono che i fondi per la sanità «sono insufficienti». «Le risorse non sono infinite», taglia corto il capogruppo di Fratelli d’Italia Lucio Malan, negando che si tratti di tagli. Un fuoco incrociato a cui però si aggiunge la pressione di Forza Italia, che questa volta non si accontenta di rivendicare le proprie priorità e, a porte chiuse, chiama direttamente in causa il Tesoro.

Manovra, tutte le regioni contro il governo: protesta bipartisan sulla sanità. FI sollecita il Mef per le coperture

Il messaggio a Giancarlo Giorgetti è netto: «La legge di bilancio andrebbe migliorata» e «anche il Mef deve fare la sua parte» per trovare le coperture.

Il verdetto

Il verdetto della Conferenza delle Regioni sul sistema sanitario da tutelare non lascia margini d’interpretazione. Il governatore dell’Emilia-Romagna, il dem Michele De Pascale, arriva persino a evocare un ricorso alla Corte costituzionale. Ma il malcontento attraversa gli schieramenti, coinvolgendo anche Marche e Abruzzo, a trazione meloniana con Francesco Acquaroli e Marco Marsilio. Per i territori si profila uno «scenario a debito», è la sintesi della protesta bipartisan offerta dal presidente della Conferenza, il leghista Massimiliano Fedriga, impegnato ad avvertire che «la salute è un diritto inviolabile». Un coro trasversale che stride con la lettura del ministro Orazio Schillaci, impegnato alla Camera a rivendicare un Fondo sanitario da record, con 146 miliardi nel 2027. Ma anche i Comuni – per bocca del presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi – presentano il conto nei confronti di una manovra «restrittiva»: servono correttivi dalla scuola all’energia. Al Mef, però, i margini continuano a indicare la cifra di 26 miliardi. Il ministro Giuseppe Valditara, dopo l’iniziale sorpresa, annuncia di essere al lavoro per cancellare «i tagli» al personale scolastico.

Ma è nei rapporti tra alleati che la trattativa è di ora in ora più serrata. Nel quartier generale di San Lorenzo in Lucina, Forza Italia mette il dito nella piaga delle coperture. La manovra «andrebbe migliorata» ma servono risorse «adeguate». Una richiesta al Tesoro che tradisce più di un’insofferenza per il protagonismo di Matteo Salvini e lascia affiorare anche un pizzico di «malumore» nei confronti di Giorgetti. Antonio Tajani mette in fila le priorità e chiede «scelte concrete»: rivalutazione delle pensioni, stop ai tagli alla scuola e i 48 milioni da reperire nella Difesa per la previdenza delle forze dell’ordine. A Montecitorio la manovra con audizioni al via il 9 inciampa: la commissione Bilancio chiede lo stralcio di tre norme estranee alla materia.