Dopo anni di crescita, nel 2024 l’uso dei contraccettivi farmacologici registra una battuta d’arresto sia a livello nazionale sia in Puglia. Secondo il Rapporto OsMed 2024 dell’AIFA, in Italia i consumi sono diminuiti del 3% rispetto al 2023, attestandosi a 140,9 dosi giornaliere ogni mille abitanti, mentre la spesa complessiva ha segnato una flessione del 2,4%.
La Puglia
In Puglia il calo appare ancora più marcato. La regione passa da 80,9 a 73,8 dosi per mille abitanti ab die, con una riduzione dell’8,8% in un solo anno, ben superiore alla media nazionale. Anche la spesa pro capite diminuisce, scendendo a 15,82 euro contro i 17,26 del 2023. Numeri che collocano la Puglia tra le regioni del Sud con i livelli di utilizzo più bassi, lontani dal Centro-Nord: basti pensare che il consumo medio nazionale è quasi il doppio di quello pugliese, mentre al Nord si superano le 170 dosi.
Il divario territoriale resta evidente. Nel Mezzogiorno e nelle Isole il consumo medio è di 87,9 dosi, circa la metà rispetto al Nord (179,5), confermando una storica disuguaglianza nell’accesso e nell’uso della contraccezione. A incidere sono fattori culturali, socio-economici e l’assenza di politiche strutturate di educazione sessuale e sanitaria.
A fronte della riduzione complessiva, crescono però alcune tipologie più recenti, come i contraccettivi solo progestinici e gli impianti sottocutanei, mentre calano quelli estroprogestinici tradizionali. Un cambiamento che suggerisce un’evoluzione delle scelte, ma che non compensa il calo generale.
Accanto alla diminuzione dei contraccettivi farmacologici registrata in Puglia nel 2024, si osserva un parallelo calo nelle vendite di preservativi tra i più giovani, con preoccupanti ripercussioni su un aumento previsto di gravidanze adolescenziali indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili come clamidia, gonorrea e HPV.










