Saranno i documenti ufficiali e le carte del Comune a smontare la pesante accusa di concussione. È questa la linea di fermezza adottata dal collegio difensivo che assiste l’assessora al Turismo della Regione Puglia, Graziamaria Starace, il sindaco di Vieste e presidente della Provincia di Foggia, Giuseppe Nobiletti, e il dirigente dell’ufficio tecnico comunale della cittadina garganica, l’ingegner Vincenzo Ragno.
I tre esponenti istituzionali sono finiti nel registro degli indagati della Procura di Foggia per una complessa e opaca vicenda che intreccia l’attività amministrativa sui beni demaniali con vicende di natura strettamente privata.
«Forniremo alla magistratura foggiana tutti gli elementi e i documenti che proveranno la correttezza procedurale e la parità di trattamento garantita a tutti gli operatori balneari», ha dichiarato l’avvocato Alessandro Ciliberti, che insieme al collega Michele Vaira assiste i tre indagati. «I controlli effettuati dagli uffici erano doverosi: hanno portato a una temporanea revoca della concessione, che è stata subito dopo riconsegnata non appena l’operatore ha terminato i necessari lavori di ripristino».
L’ipotesi dell’accusa
Al centro del fascicolo d’indagine c’è lo stabilimento balneare “Verdemare” di Vieste, di cui è titolare l’imprenditore ed ex marito dell’assessora regionale Starace. Secondo il teorema formulato dagli inquirenti, la revoca della concessione demaniale per presunte irregolarità strutturali sarebbe stata utilizzata come una leva di potere per esercitare indebite pressioni sull’imprenditore, legate al mancato versamento degli assegni di mantenimento dovuti all’ex coniuge.
Una tesi che la difesa respinge con forza, sottolineando la rapidità dei tempi burocratici che smentirebbe qualsiasi intento persecutorio: «Tra la revoca e la restituzione della concessione – precisa l’avvocato Michele Vaira – sono passate pochissime settimane, al massimo qualche mese, il tempo strettamente necessario per sanare le irregolarità contestate».
Il caso si arricchisce di un retroscena dai contorni quasi spionistici. Nell’inchiesta risulta infatti coinvolto anche Gaetano Paglialonga, ex assessore ai Grandi Eventi del Comune di Vieste e legato da vincoli di parentela con il titolare dello stabilimento balneare. Paglialonga avrebbe registrato di nascosto alcune conversazioni private avvenute con il sindaco Nobiletti e con l’assessora Starace.
La scoperta di questi file audio clandestini ha provocato un immediato terremoto politico a Palazzo di Città: non appena appreso delle registrazioni pirata, il sindaco Nobiletti ha infatti revocato in tronco tutte le deleghe a Paglialonga, estromettendolo dalla giunta per il definitivo e totale venire meno del rapporto di fiducia istituzionale. Le indagini della Procura ora dovranno chiarire il valore probatorio di quei nastri e stabilire se vi sia stato un abuso del ruolo pubblico per fini personali.
