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Benzina e diesel toccano la soglia psicologica dei 2 euro: dal governo ipotesi delle accise mobili per frenare la corsa dei prezzi

L’Esecutivo avvia gli approfondimenti tecnici sulle mosse per contenere gli aumenti valutando l’attivazione della compensazione sulle imposte

Benzina e diesel toccano la soglia psicologica dei 2 euro: dal governo ipotesi delle accise mobili per frenare la corsa dei prezzi

I prezzi dei carburanti continuano a salire toccando livelli d’allarme alla pompa: con il costo medio del gasolio arrivato a 2,161 euro al litro (superando il record registrato a marzo 2022) e la benzina salita a 1,968 euro al litro, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avviato un confronto diretto con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per individuare contromisure rapide. Le quotazioni balzano di uno o due centesimi al giorno spinte dalle tensioni legate al conflitto in Iran, e l’Unione Nazionale Consumatori calcola che in sole ventiquattro ore un pieno sia arrivato a costare un euro in più: di fronte alle sollecitazioni delle opposizioni, l’Esecutivo punta a varare un decreto d’urgenza nel primo Consiglio dei Ministri di agosto per scongiurare una nuova fiammata inflazionistica su industria e commercio.

Nel vertice tra la premier e il titolare del Mef si è analizzata l’ipotesi di attivare il meccanismo delle accise mobili: uno strumento introdotto nel 2008 e riformato nel 2023 che compensa il taglio delle imposte sui carburanti sfruttando il maggior gettito Iva derivante dall’aumento del prezzo del greggio. Questa soluzione rappresenterebbe un calmiere sostenibile rispetto ai tagli lineari del passato (costati miliardi alle casse pubbliche), anche se esperti del settore evidenziano che la riduzione reale rimarrebbe contenuta tra i 7 e i 10 centesimi al litro e arriverebbe solo dopo l’effettivo incasso fiscale.

Il nodo delle risorse pubbliche e l’analisi dei mercati internazionali

Sul tavolo del Governo resta aperta la questione delle coperture economiche complessive: allo stato attuale la carenza di fondi non consente di finanziare sostegni straordinari come bonus per i pendolari o l’ampliamento della social card per i nuclei familiari in difficoltà. Dal punto di vista dei mercati globali si registrano primi segnali di assestamento con il Brent ripiegato tra i 96 e i 97 dollari al barile e il Wti in calo a 89,48 dollari, valori che tuttavia rimangono molto elevati rispetto alle medie precedenti la crisi mediorientale.

Da Bruxelles il gruppo di coordinamento Ue sul petrolio, organismo che riunisce delegati della Commissione, degli Stati membri, dell’industria petrolifera, dell’Aie e della Nato, ha escluso problemi imminenti di approvvigionamento per l’Europa grazie alle scorte commerciali e ai canali di fornitura alternativi: gli esperti europei avvertono tuttavia che il protrarsi del conflitto in Medio Oriente rischia di appesantire il quadro nei prossimi mesi e provocare nuovi irrigidimenti sui listini.