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Tensioni in Val di Susa: scontri ai cantieri No Tav e treni bloccati durante il Festival dell’Alta Felicità

Alta affluenza e momenti di forte scontro a Chiomonte e San Didero: schierati idranti e fittissimi lanci di lacrimogeni mentre la linea Torino-Modane è stata sospesa

Tensioni in Val di Susa: scontri ai cantieri No Tav e treni bloccati durante il Festival dell’Alta Felicità
(Foto Ansa)

Aria irrespirabile per via della densa nuvola di fumo che sovrasta la zona della Clarea e rinforzi della polizia inviati d’urgenza con l’impiego degli idranti: si presenta così la situazione più calda attorno al cantiere di Chiomonte, dove gruppi numerosi di attivisti incappucciati e vestiti di nero hanno dato l’assalto alle recinzioni protettive con un prolungato lancio di petardi e sassi a cui le forze dell’ordine hanno risposto con un fitto carosello di lacrimogeni. Parallelamente la stazione ferroviaria di Bruzolo resta stretta in una morsa di presidio con i binari occupati dai manifestanti e due cordoni di agenti in tenuta antisommossa a fronteggiarsi a distanza, una criticità che si somma al blocco dei checkpoint di cemento posizionati lungo le statali 25 e 24. La statale 25 è stata bloccata dalle forze dell’ordine.

L’escalation odierna ha preso forma a partire dalle ore 13:00, quando Rfi ha disposto la sospensione precauzionale della circolazione sulla linea ferroviaria Torino-Modane nella tratta compresa tra Bardonecchia e Salbertrand in seguito al provvedimento emesso venerdì dal prefetto di Torino per la presenza di bagnanti e dimostranti a ridosso delle traversine: la misura ha causato forti rallentamenti alla mobilità con ritardi fino a 90 minuti, mentre nel primo pomeriggio è arrivata anche la decisione di chiudere l’autostrada A32  tra Oulx e Susa Est.

Poco dopo le 14:00, in coincidenza con l’apertura della decima edizione del Festival dell’Alta Felicità a Venaus, si è mossa la tradizionale mobilitazione ribattezzata dagli organizzatori “La marcia verso i cantieri della devastazione”: un evento capace di richiamare decine di 10mila presenze (con oltre 10mila partecipanti solo nel primo gruppo) arrivate da Bari, Roma, Pisa, Milano, Genova, Catania e dall’estero, vedendo la convergenza tra i giovani accampati nel campeggio e lo zoccolo duro storico del movimento.

Subito dopo la partenza il corteo si è spezzato in due tronconi principali: una prima colonna si è incamminata lungo la strada di Giaglione diretta verso Chiomonte per un simbolico ritorno nel luogo dove nel 2011 nacque il primo perimetro di scavo, mentre il secondo gruppo ha puntato verso Susa con destinazione finale San Didero, parallelamente a una frazione di attivisti staccatasi per raggiungere l’area di Salbertrand e dare vita alla consueta battitura delle reti.

Intorno alle 15:45 la situazione è degenerata al cantiere di San Didero con i primi lanci di fuochi pirotecnici contro le barriere e la reazione dei reparti mobili, i quali hanno caricato e rincorso i manifestanti nei campi limitrofi per ripristinare il perimetro: poco dopo le fiammate di protesta si sono trasferite a Chiomonte con circa venti minuti di fitto lancio di pietre e bombe carta, sfociate poi nella corsa dei manifestanti verso i binari di Bruzolo che ha costretto le autorità a dirottare parte degli agenti per contenere i disordini ancora in corso.