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Pronto soccorso in crisi con il picco influenzale, i medici pugliesi: «È un disastro annunciato»

Un «disastro annunciato». Così la Federazione dei medici Fimmg Puglia definisce la crisi dei pronto soccorso di fronte al picco della curva influenzale denunciata nei giorni scorsi dal direttore generale del Policlinico di Bari, Danny Sivo. Già a metà dicembre, ricorda il segretario della Fimmg Puglia Antonio De Maria, la Federazione aveva «lanciato un allarme…
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Un «disastro annunciato». Così la Federazione dei medici Fimmg Puglia definisce la crisi dei pronto soccorso di fronte al picco della curva influenzale denunciata nei giorni scorsi dal direttore generale del Policlinico di Bari, Danny Sivo.

Già a metà dicembre, ricorda il segretario della Fimmg Puglia Antonio De Maria, la Federazione aveva «lanciato un allarme sulla grave carenza di personale medico per coprire i turni della Continuità assistenziale (ex guardia medica) e del servizio 118, in vista dell’imminente ponte festivo natalizio».

La Fimmg rimarca che «diverse sedi di guardia medica» sono «sguarnite» e con «l’aumento dei casi di influenza, le ripercussioni sul servizio 118, già in grave sofferenza, e i pronto soccorso sono state inevitabili».

De Maria sottolinea che «le circolari degli ultimi giorni del 2025 hanno complicato ancora di più una situazione. Non è stato mai affrontato in maniera organica, nonostante le continue sollecitazioni, il tema del ruolo unico strategicamente importante per il potenziamento del territorio. L’accordo per il 118 che doveva essere firmato nel mese di settembre è passato nel dimenticatoio abbandonando un servizio in condizioni disastrose. L’accordo sulla Continuità assistenziale, elemento cardine per l’assistenza H16 non è stato neanche preso in considerazione. E che dire dell’Accordo integrativo regionale della Medicina generale? Di fatto è stato bloccato, inibendo tutti gli aspetti che avrebbero potuto portare ad una sanità territoriale moderna ed efficiente».

I medici pugliesi spiegano che «da tempo Fimmg propone alla Regione una riorganizzazione dell’assistenza territoriale basata su modelli flessibili, con un’interpretazione del ruolo unico che riconosca la medicina generale come parte strutturale del servizio sanitario, non un settore separato o residuale, superando la frammentazione delle funzioni. Un’organizzazione della medicina di famiglia di tipo associativo, capace di coprire 12 ore di assistenza in strutture come i Cpt, insieme a un 118 e una Continuità assistenziale rafforzati – conclude – possono rappresentare un filtro nella gestione delle emergenze urgenze, con conseguente allentamento della pressione sui pronto soccorso ospedalieri».

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