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Politiche migratorie, la Puglia lancia il nuovo Piano regionale e ricorda Sako: «Uniti contro il clima d’odio»

Una nuova stagione di politiche per l’inclusione che parta dall’autocritica e dal dolore, per trasformarsi in un modello di riscatto civile. Si è aperta questa mattina allo Spazio Murat di Bari la Conferenza regionale sull’Immigrazione, l’appuntamento promosso dalla Regione Puglia per dare il via al percorso partecipativo che porterà alla redazione del nuovo Piano regionale delle Politiche migratorie.

L’avvio dei lavori, inserito nell’ambito del progetto europeo “Puglia Inte(g)razione” (finanziato dal fondo FAMI 2021-2027), è stato inevitabilmente segnato dal recente fatto di cronaca che ha sconvolto il territorio: un solenne momento di raccoglimento ha ricordato Bakari Sako, il bracciante maliano di 35 anni ucciso a Taranto lo scorso 9 maggio per mano di una baby gang.

Il mea culpa della politica

L’omicidio di Sako ha scosso profondamente i vertici di via Capruzzi. Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha aperto l’assemblea con un duro esame di coscienza collettivo: «Queste non sono giornate facili per la nostra terra. Quanto accaduto a Taranto ci sconvolto e ci interroga. Quando avvengono fatti così atroci per mano di ragazzini, non possiamo non chiederci cosa abbiamo sbagliato anche noi e cosa invece possiamo fare perché non accada mai più».

Il governatore ha poi rivendicato lo spirito profondo della comunità pugliese: «Nessuno, qualunque sia il colore della pelle, deve sentirsi in pericolo qui. I pugliesi hanno fatto dell’accoglienza una vocazione. Sako per noi era un cittadino, un lavoratore, un essere umano che credeva nel futuro in questa terra. Il nuovo Piano servirà a costruire una realtà fondata su rispetto, inclusione e legalità».

La sfida all’Europa e al Governo

A tracciare le linee guida del nuovo Piano è stata l’assessora regionale alle Politiche migratorie, Silvia Miglietta, che ha chiesto alle istituzioni di “alzare l’asticella”, puntando su un radicale cambio di paradigma per quanto riguarda l’accoglienza.

La sfida principale riguarderà il diritto all’abitare, con l’obiettivo di superare definitivamente il modello assistenziale dei grandi insediamenti temporanei. «Dobbiamo evolvere verso un modo autonomo di abitare», ha spiegato l’assessora, lanciando il bando Puglia Accogliente e chiedendo la massima collaborazione ai sindaci.

Ma la Puglia – considerata ormai una “terra di frontiera” credibile e con un’esperienza consolidata nella gestione dei flussi – punta a far sentire la propria voce anche a Roma: «Da qui deve partire un movimento capace di chiedere con forza al Governo una revisione della legge sull’immigrazione e una forte semplificazione delle procedure per i permessi di soggiorno, non il loro inasprimento. Sono certa che i territori, i sindaci e le prefetture d’Italia ci seguiranno».

Un plauso all’iniziativa è arrivato anche da Enzo Pilò, legale rappresentante dell’associazione Babele di Taranto: «La vera sfida oggi è superare la visione puramente burocratica del fenomeno migratorio per diventare presidi di giustizia sociale».

La Conferenza è proseguita per l’intera giornata articolandosi in quattro panel tematici speculari alle colonne del nuovo piano: casa e accoglienza, accesso alla sanità, politiche del lavoro contro il caporalato e percorsi di cittadinanza attiva. L’obiettivo della Regione è approvare il testo finale dopo aver recepito i contributi di associazioni, sindacati ed enti locali.

Politiche migratorie, la Puglia lancia il nuovo Piano regionale e ricorda Sako: «Uniti contro il clima d’odio»
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