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Deficit nella sanità pugliese, Damiani (Forza Italia): «La “cura” di Decaro è un salasso per i cittadini»

Deficit nella sanità pugliese, Damiani (Forza Italia): «La “cura” di Decaro è un salasso per i cittadini»

«La “cura” di Decaro per la sanità pugliese è un salasso per i cittadini: un vero capolavoro di illusionismo politico, dove a sparire non sono i disservizi ma i soldi dalle tasche dei pugliesi». Lo afferma il senatore di Forza Italia, Dario Damiani, in riferimento alle misure adottate dalla Regione Puglia per ripianare il deficit sanitario. Tra queste anche l’aumento dell’Irpef in base alle fasce di reddito.

«Dopo i costanti attacchi al governo centrale in materia fiscale – nota Damiani -, il centrosinistra pugliese si scopre di colpo “costretto” ad aumentare l’addizionale regionale Irpef per coprire le voragini finanziarie della sanità, ultima tragica scena di una gestione fallimentare ventennale».

Per il senatore di Forza Italia «il paradosso politico è sotto gli occhi di tutti: da una parte il centrosinistra passa le sue giornate a inveire e lanciare accuse contro il governo nazionale reo di aumentare le tasse in una situazione congiunturale purtroppo drammatica per tutte le economie mondiali; poi, alla prima prova dei fatti nei territori che amministra fa molto peggio di quello che contesta a Roma: mette le mani nelle tasche dei contribuenti per riparare i suoi stessi danni».

Damiani sottolinea che «la narrazione della sinistra efficiente in Puglia è ufficialmente finita, la realtà oggi ci dice che i pugliesi pagheranno tasse più alte per avere in cambio cosa? Una sanità comunque allo sbando, con ospedali in perenne affanno mobilità passiva alle stelle e servizi ridotti all’osso».

Decaro, conclude il senatore di Forza Italia, «non può pensare di cavarsela con la nuova propaganda del “nessun aumento per il 70% dei pugliesi”: la verità è che chi lavora, produce e paga le tasse in questa regione è stato raggirato in campagna elettorale e viene oggi punito per le voragini finanziare create dalla sua parte politica».