Il Pnrr sta per chiudere i battenti e con lui una stagione irripetibile di investimenti pubblici. Antonio Decaro lo dice senza giri di parole: siamo alla fine di un ciclo. E il dopo, oggi, è tutto da scrivere. Dal convegno di Napoli sul futuro del Mezzogiorno, il presidente della Regione Puglia mette in fila numeri e timori. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza, sottolinea, «è stato un’iniezione di liquidità decisiva soprattutto per il Sud», capace di sostenere crescita e occupazione più che nel resto del Paese.
Ma proprio per questo il rischio è ancora più alto: senza una nuova stagione di risorse europee, quel motore potrebbe spegnersi. In Puglia il Pnrr ha avuto un peso enorme. Il valore complessivo degli interventi attivati supera i 7 miliardi di euro, distribuiti tra infrastrutture, sanità, digitalizzazione, ambiente e scuola. Una mole imponente che ha trasformato il territorio in un cantiere diffuso.
I numeri raccontano la portata dello sforzo: oltre 10mila progetti finanziati, tra piccoli interventi comunali e grandi opere strategiche. Di questi, una quota crescente è già entrata nella fase esecutiva, mentre centinaia di interventi risultano completati, soprattutto nei settori dell’edilizia scolastica, della rigenerazione urbana e della digitalizzazione dei servizi pubblici.
Sul fronte sanitario, ad esempio, il Pnrr sta ridisegnando l’assistenza territoriale con la realizzazione di Case e Ospedali di comunità, mentre sul piano infrastrutturale si concentrano investimenti su ferrovie, mobilità sostenibile e collegamenti strategici. È questo il quadro che preoccupa Decaro. Perché se il Pnrr ha rappresentato una leva straordinaria per ridurre i divari, il venir meno di questa massa finanziaria rischia di riportare il Mezzogiorno indietro. «Non sappiamo se i fondi europei avranno la stessa intensità nei prossimi anni», avverte.
Un’incertezza che si intreccia con un altro nodo politico: il possibile accentramento delle risorse a livello nazionale. Il riferimento è al piano unico europeo, che secondo il governatore potrebbe ridurre il protagonismo delle Regioni, lasciandole «nelle mani dei singoli governi». Il rischio, tradotto, è duplice: meno risorse e meno autonomia decisionale. Una combinazione che potrebbe riaprire il divario territoriale proprio mentre il Sud aveva iniziato a colmarlo.
Da qui la linea politica: fare fronte comune tra territori. Non a caso Decaro insiste sulla collaborazione con la Campania, già sperimentata negli anni scorsi. L’obiettivo è rafforzare le sinergie, anche sul piano infrastrutturale, a partire dal dossier simbolo: l’alta capacità ferroviaria Bari-Napoli. Il messaggio è chiaro e suona come un avvertimento a Bruxelles e a Roma: il Pnrr non può restare un’esperienza isolata. Perché senza una nuova stagione di investimenti strutturali, il rischio non è solo rallentare. Ma fermarsi.