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Scatta il fermo pesca nell’Adriatico: stop alle reti a strascico da San Benedetto del Tronto a Bari

Coldiretti Pesca Puglia: «Allarme sull’impatto economico per il comparto e sulla concorrenza dei prodotti esteri». Appello per la trasparenza nei menù

Scatta il fermo pesca nell’Adriatico: stop alle reti a strascico da San Benedetto del Tronto a Bari

Prende il via oggi, domenica 16 agosto, il blocco temporaneo delle attività di pesca lungo la fascia adriatica compresa tra San Benedetto del Tronto e Bari: la misura, che rimarrà in vigore fino al prossimo 29 settembre, impone lo stop forzato alle imbarcazioni autorizzate all’utilizzo di reti a strascico a divergenti, sfogliare rapidi e reti gemelle a divergenti. Come comunicato da Coldiretti Pesca Puglia, il fermo biologico coinvolgerà una porzione consistente della marineria regionale, in attesa che il calendario 2026 estenda il provvedimento dal 1° al 30 ottobre anche ai compartimenti marittimi di Brindisi, San Cataldo e Otranto. La sospensione delle uscite in mare riapre il dibattito sulla tenuta economica di un settore che in territorio pugliese genera un valore di circa 225 milioni di euro, contando oltre duemila imbarcazioni e circa 1.300 imprese attive tra la cattura di specie pregiate e l’allevamento di spigole, orate e ombrine lungo i porti di Manfredonia, Molfetta, del Sud Barese e del Salento.

Le criticità del settore e le garanzie per i consumatori

La misura giunge in un momento di forte sofferenza per gli operatori, stretti tra l’aumento dei costi energetici, gli effetti dei cambiamenti climatici sulla fauna marina e la pressione delle importazioni dall’estero, che oggi coprono quasi l’80% del pescato consumato sulle tavole regionali. «Il fermo deve servire a tutelare le risorse marine ma non può tradursi in un indebolimento del patrimonio produttivo e occupazionale delle nostre comunità costiere: servono regole capaci di coniugare sostenibilità ambientale ed economica» evidenzia Davide Di Pinto, responsabile di Coldiretti Pesca Puglia: «Senza interventi per ridurre la dipendenza dalle importazioni, fermare le nostre imbarcazioni rischia solo di concedere ulteriore spazio al prodotto straniero». Nonostante le restrizioni, la continuità dei prodotti locali sarà garantita dalla piccola pesca artigianale, dalle draghe idrauliche e dagli impianti di acquacoltura: l’associazione invita pertanto i consumatori a consultare attentamente le etichette per verificare le zone di cattura, rinnovando la richiesta di estendere l’obbligo di indicazione dell’origine del pesce anche ai menù della ristorazione.