Un patto programmatico «da firmare con il sangue» per blindare la coalizione e scongiurare le spaccature del passato. È il messaggio lanciato da Bari nel corso dell’evento “L’alternativa progressista per l’Italia“, dove i vertici del Partito democratico tracciano la rotta in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.
Al centro del dibattito, la necessità di presentarsi compatti di fronte all’elettorato. Il presidente nazionale del Pd, Stefano Bonaccini, ribadisce l’importanza dell’unità del centrosinistra: «Condizione necessaria per batterli, ma non sufficiente», evidenzia, sottolineando come la priorità sia l’elaborazione di una proposta condivisa.
Sulla scelta della leadership, Bonaccini prospetta due opzioni: «O le primarie oppure spetta al primo partito scegliere la premiership», confermando l’apertura al Movimento 5 stelle per costruire un’alternativa solida.
Sulla stessa linea il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, che ribadisce: «Il mio compito? Dare una mano alla costruzione del programma». Il governatore pugliese difende il valore delle primarie – definite «nel Dna del Pd» – ma avverte sui rischi di una partenza errata: «Se andiamo alle primarie senza un programma e senza la coalizione, sfasceremo tutto e perderemo».
Dal palco barese, il governatore pugliese riserva un affondo al centrodestra sul tema della sanità. «Il sospetto è che vogliano affossare la sanità pugliese anziché aiutare a risolvere i problemi», attacca Decaro, respingendo le polemiche sulle Case di comunità e chiamando in causa l’esecutivo: «Cosa hanno fatto in questi quattro anni? Non possono dire di non aver avuto tempo».
Tra l’esigenza di sintesi e la necessità di ricompattare il campo largo, il centrosinistra prova così a mettere a punto il cantiere dell’alternativa.
