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Ospedale Monopoli-Fasano, parla l’ex assessore regionale Amati: «Pronto da tempo ma la burocrazia impedisce l’apertura» – L’INTERVISTA

Dopo la scoperta del caso delle sale operative di Foggia, continuando a fare un giro alla scoperta delle cattedrali nel deserto della sanità pugliese, sulla vicenda dell’ospedale di Monopoli-Fasano, abbiamo intervistato l’ex assessore regionale al bilancio, Fabiano Amati che vanta alle spalle una lunghissima esperienza in Consiglio regionale. Per Amati le grandi responsabilità sono della…
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Dopo la scoperta del caso delle sale operative di Foggia, continuando a fare un giro alla scoperta delle cattedrali nel deserto della sanità pugliese, sulla vicenda dell’ospedale di Monopoli-Fasano, abbiamo intervistato l’ex assessore regionale al bilancio, Fabiano Amati che vanta alle spalle una lunghissima esperienza in Consiglio regionale. Per Amati le grandi responsabilità sono della burocrazia e non della classe e dirigenza politica regionale.

L’anno scorso è stato inaugurato un contenitore vuoto, a che punto siamo, che quali sono quali sono le prospettive di questo ospedale?

«In questo caso è stato inaugurato un ospedale che a detta della Asl sarebbe entrata in funzione entro il 2025, cioè l’anno scorso. Io che lo conosco bene, posso dire che è tutto completo, c’è tutto dentro, per cui salvo a pensare che manchino le carte bollate, cioè gli accreditamenti e questo significa che la burocrazia sanitaria non è, ahimè, veloce. Non capisco per quale motivo non si possa farlo entrare in funzione e perché non si possa cominciare a farlo entrare in attività da subito».

Quali possono essere gli ostacoli della burocrazia?

«Al momento l’iter per il procedimento di accreditamento».

Quanto tempo si impiega tecnicamente per una procedura di accreditamento per una struttura del genere?

«Dipende da quanto si è disponibili a lavorare. È un procedimento complesso, e i burocrati avrebbero dovuto, come dissero diversi mesi fa, cominciare a farlo un bel pò tempo fa, ovvero l’anno scorso. Io, da tempo e con forza, denuncio questa situazione perché non vorrei che, alla fine della storia, questi ritardi burocratici possano ricadere come colpa sulla politica e sul presidente Decaro che non ha alcuna responsabilità».

Il presidente Decaro cosa dovrebbe fare adesso?

«Esattamente quello che sta facendo. È stata prima istituita, poi, convocata una task force dal capo di gabinetto, Davide Pellegrino e conoscendo il piglio anche dello stesso capo di gabinetto, immagino che ci si avvii verso rapide soluzioni. Io, comunque, ci tengo a dire queste cose perché siccome conosco la vicenda benissimo e nel caso a qualcuno sia stata nascosta la realtà dei fatti, anche, al presidente e al capo di gabinetto io, ovviamente, offro la mia testimonianza».

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