Metti una sera di inizio estate nel Salento. L’aria è calda e la luce dorata del tramonto cede il passo a una brezza leggera. Sul palco, «schiacciato» tra due ex presidenti del Consiglio, Massimo D’Alema e Giuseppe Conte, l’attuale governatore della Puglia Antonio Decaro. Un triumvirato di eccezione che, dal lembo estremo della Puglia, sembra tracciare la strada per una nuova versione, riveduta e corretta, del «campo largo», in vista delle elezioni del 2027. L’occasione è la presentazione di «Una nuova primavera», il libro di Giuseppe Conte, nel quale l’ex presidente del Consiglio ripercorre il proprio percorso umano e politico e delinea una visione per il futuro del Paese ispirata ai valori del progressismo.
Qualcosa di sinistra
A tracciare la rotta è proprio Massimo D’Alema, politico di lungo corso e attuale presidente di Italianieuropei, una fondazione di cultura politica. Una sorta di ritorno a casa il suo, in quel Salento che lo ha eletto deputato per ben tre volte: «Torno sempre con grande piacere – spiega l’ex capo di governo – qui ho tanti ricordi, tanti legami e tanti amici». Al di là della nostalgia dei ricordi la sua presenza non è certo casuale: «Sono favorevole che si costruisca un’alleanza a partire dall’esperienza del campo largo, un’alleanza democratica che dia voce a quella maggioranza degli italiani che si è espressa nel referendum. E parliamo di una grande maggioranza. E questi penso siano degli ottimi interlocutori». Sul futuro di Decaro, invece, invita a non avere fretta: «Da poco ha iniziato il suo percorso da presidente della Regione Puglia, lasciamolo lavorare, per il futuro si vedrà. Di certo le capacità non gli mancano».
Due maestri
Dal canto suo Decaro ritrova due figure importanti della sua carriera politica, quel D’Alema che lo ha ispirato nella candidatura al Parlamento europeo, e Conte, «una sorta di fratello maggiore durante l’emergenza Covid» quando era presidente Anci, «capace di accompagnarci fuori da un momento complicato». «Se si riuscisse a replicare a livello nazionale – commenta il governatore pugliese – un’alleanza ampia sul programma come avvenuto a livello regionale sarebbe una cosa molto positiva».
Sulla delega al Turismo l’ex sindaco di Bari afferma di «non avere fretta e di volere continuare a tenerla». «Penso di aver dimostrato – spiega Decaro -, portando Bari a diventare una delle mete turistiche più visitate d’Italia, di avere le capacità per farlo. Abbiate fiducia». Nessun commento sulla vicenda dell’ex assessora Graziamaria Starace, «costretta» alle dimissioni dopo le inchieste giudiziarie che l’hanno colpita: «Non commento queste cose, la magistratura deve fare il proprio lavoro».
La scelta progressista
Accolto da un vero e proprio bagno di folla, Giuseppe Conte, sbarca nel Salento anche per preparare il terreno delle prossime elezioni. «Il Salento e la Puglia posso rappresentare un avamposto importante per il futuro e la stesura del programma elettorale per la coalizione progressista». «Gli ottimi risultati conseguiti alle regionali e alle amministrative dimostrano che questa terra ha voglia di cambiamento», spiega l’ex presidente del Consiglio. «Essere qui è importante – conclude Conte – perché dal basso dobbiamo scrivere il nostro programma insieme alla nostra comunità e a tutti i cittadini, anche quelli che non sono del Movimento 5 Stelle, ma che vogliono dare il loro contributo».
