Un nuovo e grave episodio si è verificato a Noicattaro, dove l’esemplare di lupo – o cane-lupo, in attesa delle verifiche sulla specie – , già protagonista di altre aggressioni nell’ultimo periodo, ha azzannato un bambino di sei anni nella serata di Ferragosto, attorno alle ore 23. L’animale sarebbe poi stato messo in fuga dalle urla degli adulti. L’aggressione è avvenuta all’interno dell’area verde adiacente al supermercato Famila, luogo abitualmente frequentato dalle famiglie: la giovane vittima è stata soccorsa dal personale del 118 e trasferita d’urgenza in ospedale per le lesioni riportate all’altezza delle costole. Il bambino è ricoverato nel reparto di Chirurgia pediatrica del Giovanni XXIII. Le lesioni sono state trattate e suturate e il piccolo è attualmente in osservazione.
La zona rientra tra i siti già oggetto delle misure restrittive disposte dal sindaco, che a seguito di una prima aggressione avvenuta il 4 agosto ai danni di una bambina aveva decretato la chiusura notturna dei parchi cittadini e il divieto di stazionamento nei giardini a ridosso dei campi. Mentre sui social network proseguono le segnalazioni e la diffusione di video girati dai residenti, le autorità locali sono impegnate nelle operazioni finalizzate al rintraccio dell’esemplare.
La task force e le disposizioni del provvedimento regionale
A fronte dell’emergenza, il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha firmato un decreto che autorizza ufficialmente il prelievo e la rimozione dell’animale con carattere d’urgenza. L’atto fa seguito al parere dell’Ispra, che ha classificato la condotta del canide nella categoria 19 con livello di criticità 5 del protocollo per i lupi urbani. Per l’esecuzione delle manovre è stata istituita una squadra d’intervento composta dal docente della facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Bari Antonio Camarda, dal biologo Lorenzo Gaudiano del Cnr-Iret di Lecce, dai veterinari Emilio Paolo Puntorieri e Saverio Canzio della Asl Bari e dal tenente colonnello Roberto Cannone dei Carabinieri Forestali del Nucleo Cites. Il piano prevede l’impiego di trappole e la sedazione farmacologica, a cui seguiranno controlli veterinari, sterilizzazione e la captivazione permanente: le analisi del Dna consentiranno inoltre di accertare la natura genetica dell’esemplare, vista la presenza sul territorio di numerosi cani randagi e domestici incustoditi.
