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Landini a Bari: «Decaro si confronti con i sindacati. Ex Ilva? Senza Stato non c’è futuro»

«Mi aspetto che si confronti con le organizzazioni sindacali, Cgil, Cisl e Uil, non con altre organizzazioni che non hanno alcuna rappresentanza». Non usa mezzi termini Maurizio Landini, segretario nazionale della Cgil, che a margine di un incontro con gli studenti a Bari ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano cosa si aspetta dal nuovo…
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«Mi aspetto che si confronti con le organizzazioni sindacali, Cgil, Cisl e Uil, non con altre organizzazioni che non hanno alcuna rappresentanza». Non usa mezzi termini Maurizio Landini, segretario nazionale della Cgil, che a margine di un incontro con gli studenti a Bari ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano cosa si aspetta dal nuovo governatore della Puglia Antonio Decaro. Landini si aspetta, inoltre, investimenti seri sulla sanità e «che si possa aprire anche una prospettiva di politica industriale».

«Ma bisogna avere consapevolezza che una serie di problemi non si risolvono nelle singole regioni», ha aggiunto il sindacalista evidenziando la necessità di una politica europea, di una politica italiana «che sia in grado di ricostruire una dimensione di intervento generale». «E mi auguro – ha concluso – che anche le Regioni assieme a noi si battano per cambiare queste politiche sbagliate fatte dal governo che continua a pensare all’autonomia differenziata, e che continua a indicare un paese che non è quello che noi pensiamo».

Il caso ex Ilva

E sul possibile coinvolgimento di partner industriali nell’ambito della trattativa per la cessione dell’ex Ilva, Landini ha specificato che «senza un intervento pubblico rischia di non esserci alcuna prospettiva. Sono 12 anni che viene rinviato e vediamo la situazione in cui siamo. Non abbiamo tempo da perdere. Per quello che ci riguarda è necessario un intervento diretto dello Stato senza il quale c’è il rischio di non salvaguardare un’attività strategica per il nostro Paese».

Confermando di non avere notizie su ciò di sui si sta discutendo al momento, il segretario ha aggiunto che «è necessario un intervento diretto dello Stato nella gestione per dare garanzie di futuro al gruppo e a tutte le attività dell’indotto».

Il tema della remigrazione

«Si tratta di difendere la nostra Costituzione, di non far perdere la memoria e di ricordare che se siamo un paese democratico con una Costituzione democratica è perché i nostri padri e i nostri nonni hanno sconfitto il nazismo e il fascismo». Ha detto Maurizio Landini rispondendo a chi gli chiedeva delle opposizioni che oggi hanno impedito la conferenza stampa sulla remigrazione, occupando la sala stampa della Camera. «Noi – ha aggiunto – stiamo chiedendo da tempo che tutte le forze che si richiamano al fascismo siano sciolte. Anche perché la nostra sede è stata assaltata da una organizzazione che si richiama al fascismo. E’ assolutamente importante affermare questa cultura».

Giovani e lavoro

«Non possiamo accettare il lavoro che viene presentato oggi. Quando il lavoro è precario, quando il lavoro è sottopagato, quando il lavoro è nero, quello non è lavoro. E dobbiamo dire con chiarezza, siccome i giovani hanno davanti una prospettiva di precarietà perenne, non di precarietà di una vita, che è necessario batterci assieme per cambiare le leggi sbagliate, per affermare una cultura del lavoro e di fare impresa che sia fondata sulla qualità del lavoro e sulla loro intelligenza». È quanto affermato da Landini a margine dell’incontro con gli studenti universitari. «È sotto gli occhi di tutti – ha aggiunto – quello che è avvenuto in questi anni, e cioè una riduzione del potere d’acquisto dei salari e dall’altra parte un aumento della precarietà e dello sfruttamento nel lavoro che non ha precedenti. C’è bisogno di un intervento anche legislativo che introduca non solo il salario orario minimo, ma c’è bisogno di arrivare anche ad una legge sulla rappresentanza che cancelli i contratti pirata, perché oggi una delle cose che sta riducendo il salario è la presenza anche di contratti pirata che si stanno estendendo».

«Su queste cose – ha ricordato – noi ieri abbiamo avuto un incontro con Confindustria e abbiamo in programma tutta una serie di incontri con tutte le associazioni imprenditoriali. Le persone quando fanno lo stesso lavoro – ha concluso – devono avere gli stessi diritti e le stesse tutele anche sulla salute e la sicurezza, sulla formazione, sugli orari, sugli inquadramenti. È il modo per superare la precarietà».

A chi gli chiedeva di commentare il primo bando della Regione Puglia, partito oggi, che prevede un salario minimo e le difficoltà di questo tipo di provvedimento a livello nazionale, Landini ha risposto: «È sotto gli occhi di tutti quello che è avvenuto in questi anni: da una parte una riduzione del potere d’acquisto dei salari e dall’altra un aumento della precarietà e dello sfruttamento del lavoro che non ha precedenti. C’è bisogno di un intervento anche legislativo che introduca non solo il salario orario minimo ma c’è bisogno di arrivare anche ad una legge sulla rappresentanza che cancelli i contratti pirata perché oggi una delle cose che sta riducendo il salario è la presenza anche di contratti pirata che si stanno estendendo».

«Proprio su questo – ha aggiunto – ieri abbiamo avuto un incontro con Confindustria e abbiamo in programma una serie di incontri con tutte le associazioni imprenditoriali perché credo sia venuto il momento, attraverso gli accordi tra le parti, di arrivare al recepimento di una legge e di un sostegno di legge, proprio per misurare la rappresentanza di tutti i soggetti e allo stesso tempo per affermare la validità ‘erga omnes’ dei contratti in modo che non ci sia solo la tutela salariale ma in pratica che le persone quando fanno lo stesso lavoro devono avere gli stessi diritti e le stesse tutele, anche sulla salute e la sicurezza, sulla formazione, sugli orari e sugli inquadramenti che è il modo per superare la precarietà nel lavoro».

La posizione di Landini

«Stiamo chiedendo da tempo che tutte le forze che si richiamano al fascismo siano sciolte, lo stiamo chiedendo anche perché, come noto, la nostra sede è stata assaltata da una organizzazione che si richiama al fascismo e credo che su queste cose occorre andare in quella direzione. E da un certo punto di vista penso che sia assolutamente importante affermare questa cultura». Lo ha sottolineato il segretario generale della Cgil circa la protesta delle opposizioni alla Camera contro una iniziativa dell’estrema destra.

«Si tratta di difendere la nostra Costituzione e di non far perdere la memoria, di ricordare che, se siamo un paese democratico e con una Costituzione democratica – ha concluso – è perché i nostri padri e i nostri nonni hanno sconfitto il fascismo e il nazismo».

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