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I cambiamenti climatici, L’Abbate: «Rifugi urbani e corridoi verdi contro le isole di calore» – L’INTERVISTA

Una risoluzione e due interrogazioni per chiedere al Governo un Piano nazionale di adattamento climatico presentate dalla deputata pugliese

I cambiamenti climatici, L’Abbate: «Rifugi urbani e corridoi verdi contro le isole di calore» – L’INTERVISTA

Una risoluzione e due interrogazioni parlamentari per chiedere al Governo un Piano nazionale di adattamento climatico. Sono state presentate dalla deputata pugliese del M5S Patty L’Abbate, vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera.

Di cosa si tratta?

«Da sempre mi occupo di cambiamento climatico, transizione energetica ed ecologica. Al caldo non ci si abitua. Si muore prima e i dati di questi giorni lo confermano. Le temperature estreme non sono più un’emergenza occasionale, ma una nuova realtà. Colpiscono soprattutto anziani, bambini, persone fragili, lavoratori esposti e chi vive nelle periferie urbane. La mia proposta è di riconoscere il diritto all’adattamento climatico come nuova priorità delle politiche pubbliche».

Quali soluzioni propone?

«Realizzare una rete di rifugi climatici nelle città italiane, sull’esempio di Barcellona, Parigi, Londra e Amsterdam per garantire un luogo fresco a chi non dispone di aria condizionata in casa. Non si tratta di semplici edifici climatizzati, ma di una nuova infrastruttura pubblica per proteggere la salute durante le ondate di calore. Poi maggiori tutele per i lavoratori esposti al caldo e investimenti in forestazione urbana, corridoi verdi, de-impermeabilizzazione dei suoli, raccolta delle acque. E’ una necessità non solo di carattere ambientale, ma che investe anche la sfera della salute. Un diritto che garantito dalla Costituzione».

Ad oggi in Parlamento quali iniziative sono state prese?

«Nel 2023 abbiamo approvato il Pnacc, Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, che contiene alcune misure; ma vanno assolutamente inserite strategie di contenimento delle isole di calore urbane».

Ci sono i «cool materials» (materiali freddi) che mantengono le temperature al suolo più basse rispetto all’asfalto e al cemento, perchè non si rendono obbligatori?

«Spesso per incompetenza o per timore di sperimentare strade nuove. L’Università ci mette a disposizione numerose ricerche a riguardo. E’ il caso che la politica le metta in pratica».