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Crans Montana, i sopravvissuti svizzeri bocciati a scuola: «Troppe assenze»

Le scuole svizzere non hanno tenuto in considerazione le assenze dovute alle cure. Gli italiani invece hanno superato l’anno scolastico

Crans Montana, i sopravvissuti svizzeri bocciati a scuola: «Troppe assenze»
(Foto AdnKronos)

Mesi di cure in ospedale che non hanno permesso, a chi è miracolosamente scampato alla tragedia dell’incendio del “Le Constellation” di Crans Montana, nella notte tra il 31 dicembre 2025 e l’1 gennaio 2026, di frequentare regolarmente le lezioni scolastiche. Tra cure e una lunga riabilitazione gli studenti italiani sono comunque riusciti a superare l’anno scolastico grazie all’implementazione ad hoc di piani didattici che permettessero loro di studiare regolarmente. Un traguardo però che non è stato condiviso dai loro colleghi svizzeri che hanno avuto il ben servito dalle loro scuole che gli contestano un numero di assenze, dovuto appunto alle cure in ospedale, troppo elevato. A scoprirlo è stato uno dei ragazzi italiani che, in contatto con i sopravvissuti svizzeri tramite una chat, ha potuto raccogliere le loro proteste

«Le scuole svizzere dicevano che non si poteva equiparare chi ha frequentato tutti i mesi e chi no. La trovo una mancanza di umanità incredibile», ha commentato il papà di uno degli italiani. Nel frattempo, a Crans-Montana cresce la tensione sul fronte giudiziario. Una petizione su Change.org con migliaia di firme si oppone alla riapertura dei ristoranti ‘Senso’ e ‘Le Vieux chalet’, di proprietà dei coniugi Moretti, indagati per la strage. Nonostante il nulla osta della Procura del Vallese, i cittadini protestano: «Sapere che potrebbero riaprire come se nulla fosse è insopportabile. Rispettiamo la presunzione d’innocenza, ma anche la decenza e il rispetto dei morti».