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Puglia, indagata per concussione: l’assessora Starace è a processo per abusi edilizi

Nella vicenda delle violazioni edilizie, all’assessora vengono contestate delle «difformità dal punto di vista prospettico e di volumetrie»

Puglia, indagata per concussione: l’assessora Starace è a processo per abusi edilizi

Indagata per concussione ai danni dell’ex marito Alessandro Corso, l’assessora al Turismo della Regione Puglia, Graziamaria Starace, è coinvolta anche in un’altra vicenda giudiziaria: è, infatti, a processo per presunte violazioni edilizie compiute nel complesso turistico di sua proprietà. Il procedimento riguarda il 2024, periodo in cui Starace era assessora al Turismo del Comune di Vieste.

Gli immobili in questione ricadono in un’area tutelata vicino alla spiaggia di Pizzomunno, nel Foggiano.

L’ultima indagine che vede coinvolta Starace – e con lei il sindaco di Vieste, Giuseppe Nobilietti, e il dirigente comunale Vincenzo Ragno -, invece, riguarda presunte pressioni che Starace avrebbe fatto (quando era assessora a Vieste) ai danni dell’ex marito utilizzando la leva della revoca di una concessione allo stabilimento balneare da lui gestito.

La concessione fu prima revocata e poi confermata, dopo il superamento di alcune irregolarità. Frattanto Starace ha denunciato l’ex coniuge per maltrattamenti e l’uomo è finito a processo.

Le due vicende non sono collegate tra loro, se non fosse per la presenza, in entrambi i casi, dei due ex coniugi. Nella vicenda delle violazioni edilizie, all’assessora vengono contestate delle «difformità dal punto di vista prospettico e di volumetrie» del complesso turistico di sua proprietà.

All’epoca della contestazione, nel 2022, la donna – si apprende – era titolare del residence che aveva concesso in comodato d’uso, con regolare contratto, al marito a cui aveva anche volturato la licenza. Nel 2024, (anno della separazione e della nomina ad assessora di Vieste) i carabinieri forestali eseguirono controlli che fecero emergere alcune presunte violazioni inerenti le volumetrie di un vano tecnico, contestate all’assessora proprietaria del complesso.

Starace, a quel punto, revocò subito il comodato all’ex marito (contestandogli di aver eseguito quei lavori), si riappropriò della licenza ed eseguì i lavori di ripristino, la cui correttezza – secondo la difesa – è stata accertata anche dalla Soprintendenza. Durante la prossima udienza, il legale della Starace, Alessandro Ciliberti, chiederà al giudice l’estinzione del reato e la parola fine spetterà al Tribunale.

«Gli accertamenti relativi alla questione della presunta concussione sono lunghi – ha sottolineato l’avvocato Michele Vaira (che con il collega Ciliberti segue il filone riguardante la presunta concussione a carico dei tre) -. Aspettiamo che il pubblico ministero finisca il suo lavoro e poi procederemo con il nostro».