SEZIONI
SEZIONI
Bari
Sfoglia il giornale di oggiAbbonati

Faro della Corte dei Conti sulla Regione Puglia: chiudere i cantieri finanziati dallo Stato e pagare

La Corte dei Conti accende un faro sull’utilizzo dei fondi statali in Puglia e chiede alla Regione un cambio di passo: più controlli, pagamenti più rapidi e una decisa azione di sollecito verso i beneficiari per chiudere i cantieri nei tempi previsti, evitando ulteriori ritardi. È quanto emerge dal secondo e conclusivo referto della Sezione…
l'edicola

La Corte dei Conti accende un faro sull’utilizzo dei fondi statali in Puglia e chiede alla Regione un cambio di passo: più controlli, pagamenti più rapidi e una decisa azione di sollecito verso i beneficiari per chiudere i cantieri nei tempi previsti, evitando ulteriori ritardi. È quanto emerge dal secondo e conclusivo referto della Sezione regionale di controllo per la Puglia sull’impiego dei contributi statali per il periodo 2021-2026.

Un monitoraggio che ha passato al setaccio investimenti per oltre 152 milioni di euro, verificando la capacità di spesa dei soggetti attuatori e la regolarità dei flussi finanziari gestiti da via Gentile. La fotografia scattata dai magistrati contabili riguarda risorse rilevanti: circa 131 milioni di euro sono stati destinati a contributi indiretti, cioè trasferiti a soggetti attuatori locali – in prevalenza Comuni – mentre la parte restante è stata gestita direttamente dalla Regione. In totale sono 342 i progetti analizzati.

Tra gli interventi più numerosi figurano quelli per la messa in sicurezza degli edifici, con priorità alle scuole e alle strutture comunali, e quelli dedicati a strade, ponti e viadotti, oltre a opere sulla viabilità e sui trasporti con l’obiettivo di ridurre anche l’inquinamento ambientale. Complessivamente, 228 opere rientrano in queste categorie e rappresentano quasi la metà del finanziamento totale concesso (49,70%).

Ma a pesare in modo significativo sono anche i 48 interventi per la messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico, che da soli assorbono il 33,50% delle risorse complessive. Un dato politicamente sensibile in una regione più volte colpita da emergenze legate al dissesto. Il referto non si limita a una ricognizione contabile. La Corte sollecita un rafforzamento del monitoraggio sull’esecuzione delle opere e sulla tempestività dei pagamenti, evidenziando la necessità di prevenire rallentamenti che rischiano di tradursi in opere incompiute o in ritardi strutturali nella spesa.

Un richiamo che, di fatto, chiama in causa la capacità amministrativa dell’ente e il coordinamento con gli enti locali. Le osservazioni più numerose riguardano la rendicontazione: 93 iniziative progettuali sono state oggetto di rilievi su questo fronte. Altre 59 presentano criticità legate allo stato di avanzamento dei lavori.

Numeri che, pur non configurando irregolarità generalizzate, indicano margini di miglioramento nella gestione e nel controllo dei processi. Il messaggio della magistratura contabile è chiaro: le risorse ci sono, ma vanno trasformate in cantieri chiusi e opere funzionanti. Per la Regione Puglia si apre ora una fase delicata, in cui la capacità di accelerare procedure e controlli diventa anche un banco di prova politico sulla credibilità della spesa pubblica.

CORRELATI

Attualità, Puglia","include_children":"true"}],"signature":"c4abad1ced9830efc16d8fa3827ba39e","user_id":1,"time":1730895210,"useQueryEditor":true,"post_type":"post","post__in":[486348,486422,486412],"paged":1}" data-page="1" data-max-pages="1" data-start="1" data-end="3">

Lascia un commento

Bentornato,
accedi al tuo account

Registrati

Tutte le news di Puglia e Basilicata a portata di click!