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Inquinamento e transizione in Puglia: l’allarme di Legambiente con Goletta Verde

L’Italia continua infatti a versare decine di milioni di euro in sanzioni Ue per il mancato rispetto della direttiva sulle acque reflue

Inquinamento e transizione in Puglia: l’allarme di Legambiente con Goletta Verde

In occasione dei suoi 40 anni di attività, la storica campagna Goletta Verde di Legambiente fa tappa in Puglia, toccando Brindisi per riaccendere i riflettori sulla tutela del mare e sulla transizione energetica. Un anniversario significativo, che celebra anche battaglie storiche come l’abbattimento dell’ecomostro di Punta Perotti a Bari vent’anni fa, ma che contrasta con le ancora gravi criticità legate ai depuratori e alla gestione delle acque.

L’Italia continua infatti a versare decine di milioni di euro ogni sei mesi in sanzioni Ue per il mancato rispetto della direttiva sulle acque reflue. Da qui la richiesta del presidente di Legambiente, Stefano Ciafani, per un Piano nazionale di depurazione e norme sul riuso irriguo dei reflui, sul modello del risanamento della Senna a Parigi. Sul fronte delle rinnovabili, la Puglia emerge come snodo cruciale per l’eolico offshore. Con ben 86 progetti concentrati tra Puglia, Sicilia e Sardegna per oltre 66 Gw di potenza, l’unico impianto marino attivo in Italia resta Beleolico a Taranto (30 Mw). La maggior parte delle altre iniziative è bloccata nella burocrazia delle valutazioni ambientali, evidenziando un enorme divario tra il potenziale del Sud e la realtà dei fatti.