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Incendi in Puglia, nell’estate 2026 bruciati quasi 12.700 ettari: più della metà nell’Alta Murgia

Il fuoco ha travolto anche circa 7.499 ettari compresi nelle aree della rete Natura 2000, minacciando pascoli, foraggi, biodiversità e aziende

Incendi in Puglia, nell’estate 2026 bruciati quasi 12.700 ettari: più della metà nell’Alta Murgia

In Puglia sono 12.681 gli ettari andati in fumo durante l’estate 2026, con oltre 7.900 ettari concentrati nei soli comuni del Parco nazionale dell’Alta Murgia. È il bilancio drammatico dei danni provocati dagli incendi e presentato da Coldiretti Puglia durante un incontro a Gravina in Puglia, durante il quale sono stati analizzati i dati del sistema europeo Effis Copernicus.

L’associazione chiede un piano straordinario di prevenzione e un intervento urgente all’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Francesco Paolicelli, per concedere deroghe sui vincoli post-incendio, evitando la perdita degli aiuti comunitari e garantendo la continuità del pascolamento.

I numeri indicano un’emergenza che colpisce l’intera regione: la provincia di Bari registra 6.221 ettari bruciati (il 49,1% del totale regionale), seguita da Foggia (3.366), Barletta-Andria-Trani (1.729), Taranto (772), Lecce (569) e Brindisi (24).

L’”epicentro” dei roghi è la zona dell’Alta Murgia, dove tre soli comuni sommano 7.374 ettari devastati: Gravina in Puglia con 3.775 ettari (di cui 3.455 bruciati nel singolo rogo del 25 agosto), Altamura con 1.977 ettari e Minervino Murge con 1.622 ettari.

Il fuoco ha travolto anche circa 7.499 ettari compresi nelle aree protette della rete Natura 2000, minacciando pascoli, foraggi, biodiversità e infrastrutture produttive.

«Questi numeri raccontano una ferita profonda inferta al territorio agricolo e rurale della provincia di Bari», dichiara il presidente di Coldiretti Bari, Mirko Raguso. «Non possiamo considerare gli incendi come eventi inevitabili dell’estate e limitarci a intervenire quando ormai il danno è fatto. Serve una strategia di prevenzione vera».

Sulla stessa linea il direttore di Coldiretti Bari, Pietro Piccioni: «Dietro la superficie bruciata ci sono aziende, allevamenti, lavoro e reddito. Chiediamo che la prevenzione diventi una priorità permanente e che venga costruita una rete di presidio del territorio capace di utilizzare tutte le professionalità disponibili, comprese quelle degli agricoltori come sentinelle».