Il contenzioso amministrativo in Puglia accelera, segnando un +30% di ricorsi depositati nel 2025 rispetto all’anno precedente. I numeri, illustrati dal presidente del Tar Puglia Leonardo Spagnoletti durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario a Bari, raccontano di una giustizia sempre più chiamata a dirimere conflitti che attraversano il territorio e ne ridisegnano il futuro economico e ambientale. Nel dettaglio, i ricorsi depositati nel 2025 sono stati 2.094, contro i 1.587 di due anni fa.
Un incremento significativo che trova terreno fertile soprattutto in due ambiti: appalti pubblici ed energie rinnovabili. Se nel primo caso il contenzioso riflette la competizione crescente tra imprese per l’aggiudicazione di lavori e servizi, è nel settore energetico che si concentrano le tensioni più evidenti. «La crescita è stata significativa», ha spiegato Spagnoletti ai giornalisti, sottolineando come attorno agli impianti da fonti rinnovabili si stia giocando una partita complessa. Da una parte le aziende interessate a investire in parchi eolici e fotovoltaici; dall’altra i Comuni, le autorità locali e soprattutto le comunità di cittadini, spesso divise tra opportunità economiche e timori per l’impatto paesaggistico e ambientale.
Il risultato è un aumento dei ricorsi contro autorizzazioni, dinieghi, valutazioni di impatto ambientale e varianti urbanistiche. Ogni progetto può trasformarsi in un braccio di ferro giudiziario, con effetti a catena su tempi di realizzazione e costi. Il tribunale amministrativo diventa così il luogo in cui si confrontano visioni diverse di sviluppo: transizione energetica accelerata o tutela rigorosa del territorio. Un altro fronte osservato speciale è quello legato agli interventi finanziati con il Piano nazionale di ripresa e resilienza. In questo ambito, ha precisato il presidente del Tar, non si registra tanto una crescita quanto un «assestamento».
Le controversie esistono, ma seguono un canale preferenziale e accelerato, previsto proprio per evitare rallentamenti nell’attuazione dei progetti strategici. L’aumento complessivo dei ricorsi pone interrogativi sull’equilibrio tra velocità decisionale e garanzie di legalità. Da un lato, l’esigenza di semplificare e correre per non perdere investimenti e opportunità; dall’altro, il diritto di imprese e cittadini a contestare atti ritenuti illegittimi o lesivi. Il +30% non è soltanto una statistica: è il segnale di una regione attraversata da trasformazioni profonde, dove la giustizia amministrativa si conferma snodo cruciale per governare il cambiamento.










