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Puglia, in Consiglio Regionale la proposta sul fine vita di Lega e Forza Italia divide il centrodestra

Il capogruppo Fabio Romito frena, boccia le fughe in avanti e chiede un ciclo di incontri con cittadini ed esperti.

Puglia, in Consiglio Regionale la proposta sul fine vita di Lega e Forza Italia divide il centrodestra

Il fine vita irrompe in Consiglio regionale e rompe gli schieramenti prima ancora che cominci la discussione. Non più soltanto una battaglia del centrosinistra: a scuotere il fronte conservatore sono Marcello Lanotte di Forza Italia e Napoleone Cera della Lega, firmatari di una proposta che prova a trasformare un principio sancito dalla giurisprudenza in un percorso sanitario uniforme, trasparente e rapido. Ma proprio dal Carroccio arriva il primo altolà. Il capogruppo Fabio Romito frena, boccia le fughe in avanti e chiede un ciclo di incontri con cittadini ed esperti. La maggioranza, intanto, ha depositato una propria proposta sottoscritta dal centrosinistra.

Due testi, dunque, destinati ad approdare in commissione, dove le appartenenze politiche potrebbero lasciare spazio a convergenze trasversali. A spalancare la porta al confronto è il capogruppo del Partito democratico Domenico De Santis, che si dice disponibile a dialogare con le minoranze per arrivare a un testo condiviso sul fine vita. Un’apertura che sposta il confronto dal terreno dello scontro ideologico a quello della mediazione politica e mette alla prova soprattutto il centrodestra, ora diviso tra chi vuole legiferare e chi invoca prudenza. Il testo di Lanotte e Cera non introduce nuovi diritti, materia riservata allo Stato, ma disciplina l’organizzazione del servizio sanitario regionale. Al centro c’è la libertà di scelta del paziente, che dovrà essere pienamente consapevole e mai determinata dall’abbandono, dalla solitudine o dalla mancanza di assistenza. Nessuna interruzione delle terapie, garanzia di accesso alle cure palliative, alla terapia del dolore e al sostegno psicologico.

La decisione finale sarebbe affidata a commissioni multidisciplinari istituite nelle Asl, mentre per medici e personale resterebbe tutelata l’obiezione di coscienza. L’accesso al farmaco dovrebbe avvenire prioritariamente attraverso l’autosomministrazione, sotto la vigilanza e con l’assistenza tecnica degli operatori sanitari. Un meccanismo costruito per evitare differenze tra Asl e impedire che una persona, nel momento più drammatico, sia costretta a perdersi in un labirinto amministrativo. «È arrivato il momento in cui nessuno può più girarsi dall’altra parte», sostengono Lanotte e Cera, richiamando anche il recente appello di un noto cittadino pugliese che durante l’estate ha riportato il tema al centro del confronto pubblico. Per i due consiglieri sarebbe preferibile una legge nazionale, ma l’inerzia del Parlamento non può tradursi in diritti e garanzie differenti a seconda della Regione di residenza.

La proposta apre così una crepa politica significativa. Forza Italia e una parte della Lega si spingono su un terreno sul quale il centrodestra ha sempre proceduto con estrema cautela; il Pd prova invece a costruire una maggioranza più ampia di quella uscita dalle urne. Romito richiama il suo partito alla prudenza e pretende che il confronto non venga compresso nei tempi della politica. La vera partita si giocherà ora in commissione. Lanotte e Cera invitano il Consiglio a non comportarsi ancora una volta «come gli struzzi», nascondendo la testa sotto la sabbia. Sul fine vita la linea di confine non passa più soltanto tra maggioranza e opposizione, ma attraversa i partiti e le coscienze. E l’apertura di De Santis può diventare il primo passo verso una legge bipartisan oppure il banco di prova sul quale misurare tutte le divisioni della politica pugliese.