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«Dagli amici mi guardi Dio: dai nemici mi guardo io», se la pugnalata arriva da chi credevi ti volesse bene

La cronaca ogni giorno ci pone di fronte a persone che prima si amavano e improvvisamente si detestano e diventano acerrimi rivali

«Dagli amici mi guardi Dio: dai nemici mi guardo io», se la pugnalata arriva da chi credevi ti volesse bene
Dall’alto in senso orario: Sigfrido Ranucci, nel riquadro con Valter Lavitola; Mogol e Lucio Battisti (foto al centro); i Maneskin (da sinistra Ethan Torchio, Damiano David, Victoria De Angelis, Thomas Raggi); Amanda Lear e Cristiano Malgioglio; i Gatti di Vicolo Miracoli (da sinistra Umberto Smaila, Jerry Calà, Ninì Salerno, Franco Oppini) ; Matteo Salvini (a sinistra) e Roberto Vannacci (Foto dai social)

«Dagli amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io». Il proverbio è più che mai di attualità. Vediamo il caso di Sigfrido Ranucci. Secondo il suo avvocato, Roberto De Vita, il giornalista è «vittima di un tradimento da parte di Valter Lavitola», eppure Lavitola era considerato da Sigfrido un grande amico.

Lavitola, il presunto mandante

Secondo l’accusa, sarebbe stato proprio Lavitola il mandante dell’attentato sotto casa di Ranucci: un attentato che, stando alla ricostruzione, non avrebbe dovuto ferire nessuno, ma che, visti gli esecutori incaricati, non era certo organizzato con precisione chirurgica. In quell’episodio poteva finirci male perfino la figlia di Sigfrido, a cui hanno distrutto l’auto.

Nel dibattito politico alcuni insinuano che Ranucci non potesse non sapere, ma sembra assurdo; altri sostengono che tutto fosse stato architettato dopo aver commissionato un sondaggio per capire se Ranucci avrebbe potuto candidarsi come premier del centrosinistra, e che l’attentato gli avrebbe fatto gioco. E c’è persino chi dà una versione ancora più contorta: che questa storia assurda sia stata messa in piedi proprio per screditare, una volta scoperto l’antefatto, Ranucci e il suo lavoro.

Una storia assurda, tutta italiana, dove scaltrezza e cinismo sembrano andare a braccetto.

Vannacci e Salvini

Più chiaro il rapporto tra due ex amici che oggi sono autentici nemici nel panorama della politica italiana: Roberto Vannacci e Matteo Salvini. L’ex generale ha negato di aver tradito Salvini, che a sua volta sostiene esattamente il contrario.

Salvini ha chiamato Vannacci a candidarsi con la Lega come indipendente nel 2024, alle elezioni europee, ed è stato eletto. Poi, nel febbraio del 2025, Vannacci ha cessato il servizio nell’esercito e ad aprile ha preso la tessera della Lega. Ma nemmeno un anno dopo ha abbandonato il partito e, nel febbraio del 2026, ha fondato Futuro Nazionale.

Salvini ha definito l’addio del generale un tradimento della fiducia e del partito. Ma molti pensano che Salvini sia rimasto anche molto male perché considerava Vannacci un amico, una persona di cui fidarsi.

Vannacci non si è fatto prendere dai sensi di colpa e ha respinto le accuse sostenendo che il vero traditore non è lui, ma Salvini, perché avrebbe disatteso i propri impegni politici, come le armi all’Ucraina e la legge Fornero, e non avrebbe difeso la famiglia come avrebbe dovuto, per adeguarsi alle indicazioni trasversali del governo.

Una cosa è certa: Vannacci, al di là degli elettori che può scippare alla Lega, è stato un grande problema per Salvini, che gli ha dato l’opportunità di entrare in politica dalla porta principale e ora si vede davanti un concorrente che si rivolge allo stesso elettorato.

Per i soldi si tradisce volentieri

La cronaca divide, la politica può essere ancora più crudele, ma quando si parla di soldi è lì che l’amicizia può vivere le crisi e le rotture più virulente.

Un caso per tutti? La rottura tra Lucio Battisti e Mogol, Giulio Rapetti. Insieme hanno realizzato le più belle canzoni della musica popolare italiana. Per decenni sono stati i più venduti, i più amati, i più osannati, e ancora oggi le loro canzoni vengono cantate da tutti.

Eppure, all’inizio degli anni Ottanta, se non prima, pare che a causa di dissapori economici e gestionali legati alla casa discografica che avevano creato, l’Acqua Azzurra, e alla divisione dei proventi dei diritti d’autore, ci fu la rottura. Lucio Battisti non ne parlò quasi mai, perché aveva scelto di non considerare più la stampa. Diverso invece Mogol, che con la stampa ha sempre avuto un ottimo rapporto, forte anche di un carattere gioviale, piacevole, e di una serenità nei confronti del prossimo che gli permetteva di affrontare anche gli argomenti più perniciosi senza alterarsi.

Mogol soffre ancora per Battisti

Ricordo che per Mogol la rottura con Lucio fu un dolore profondo. E ancora oggi a Mogol piace pensare che forse, negli ultimi anni, quando la malattia stava per avere il sopravvento sul grande artista, avesse superato il livore per la loro separazione.

Fedez e i litigi con i colleghi

Più leggeri e meno drammatici sono gli scazzi dei cantanti di oggi, e ne hanno.

Uno per tutti, Fedez, Federico Lucia, che è riuscito a litigare con tutti o quasi: un particolare che me lo rende persino simpatico, perché preferisco un uomo litigioso, ma sincero piuttosto che certi falsi buonisti che poi riescono a farla franca.

Fedez ha litigato con J-Ax, che secondo lui aveva tradito la loro amicizia perché scoprì che, nonostante avessero fondato insieme l’etichetta Newtopia, J-Ax ne stava aprendo un’altra. Per fortuna, poi, con gli anni hanno fatto pace e ora, quando si incrociano, si abbracciano, al punto che qualcuno pensa che torneranno a lavorare insieme.

Anche la fine dell’amicizia tra Fedez e Fabio Rovazzi pare sia avvenuta per una questione di ragioni societarie, di gestione dei diritti dei brani. E quando ci fu quello che entrambi considerano un tradimento dell’altro, ci fu anche sofferenza: perché quando il lavoro è così importante nella vita di una persona, come lo è per Fedez, così come per J-Ax e Rovazzi, ci si soffre davvero.

Franco Simone e Iva Zanicchi

Non c’è invece nessuna ragione economica dietro lo scazzo, recente, che sarebbe avvenuto tra Franco Simone e Iva Zanicchi. Simone ha sostenuto che Iva, che lui considerava una grande amica, avrebbe parlato male di lui e che da allora la Rai non lo vuole. La Zanicchi, dal canto suo, dice di averlo sempre aiutato, ed è vero, tranne che ha sempre sottolineato che Simone ha la fissa di sentirsi perseguitato e tira in ballo il suo nome.

Mi sento di escludere che Iva possa fare del male a qualcuno: la conosco da più di quarant’anni ed è una persona molto, molto per bene. Consiglio a Franco Simone di cercare un chiarimento con lei. Se serve, io sono qui a fare da ponte, perché è un peccato perdere una persona dello spessore di Iva Zanicchi.

Si può andare fuori di testa

Un amico che ti tradisce può anche farti andare fuori di testa. È successo al comico Maurizio Battista. Per un certo periodo, sui social, scriveva messaggi che avevano fatto pensare a chi gli vuole bene a una certa instabilità. Parlava di sciacalli, di fiducia tradita, di un malessere profondo.

Poi, alla trasmissione Le Iene, ha raccontato: «Chi è uno sciacallo? È un amico che mi ha fregato dei soldi e rischio anche di non recuperare nulla. Parliamo di cifre molto importanti, si tratta di una persona che conosco da tanto tempo». Pare che si trattasse di una truffa di circa un milione e mezzo di euro.

Maneskin e i Gatti

Capita anche che, quando si parte in gruppo, poi i partecipanti si sentano traditi se uno di loro si allontana.

Qualcuno ha scritto così di Damiano David quando ha deciso di intraprendere una carriera da solista, lasciando i Måneskin. Ma il loro non è stato un addio definitivo e non è escluso che li vedremo di nuovo insieme; anzi, si mormora che Stefano De Martino li abbia già invitati come ospiti d’onore al Festival di Sanremo 2027.

La stessa cosa capitò ai Gatti di Vicolo Miracoli quando Jerry Calà, che faceva parte del gruppo, decise di fare il cinema, e Franco Oppini, Ninì Salerno e Umberto Smaila rimasero un po’ a piedi…

«Il problema è che avevamo ancora una marea di spettacoli da onorare», racconta Smaila. «Il clima tra noi cambiò: mentre ci muovevamo in auto tutti insieme c’erano silenzi tombali. Non solo, ma quando mi chiamarono da Mediaset per un programma televisivo, e chiamarono solo me, capii che in fondo Jerry aveva ragione: quando passa un treno, ci si salta sopra». E così Oppini e Salerno se la presero anche con lui. «Ma oggi è tutto superato, tra noi è tornata una bellissima amicizia. Ci vogliamo bene, ci vediamo e ogni tanto ci ritroviamo anche a lavorare insieme».

Malgioglio e Amanda recitano?

A volte non si capisce fino a che punto un litigio tra amici sia autentico o sia solo un pretesto per creare notizie.

Amanda Lear, per esempio, ospite da Francesca Fagnani a Belve, parlò di Cristiano come di una persona invadente e logorroica, e si può capire che certe volte un’amica possa parlare in questi termini di un amico, pur volendogli bene.

Cristiano se l’è presa. Non ho capito se il suo dolore fosse autentico o se avesse colto la palla al balzo per creare un po’ di notizie, perché Cristiano ha un carattere piuttosto gioviale e non se la prende mai più di tanto. «L’amicizia è stata tradita, non me lo sarei mai aspettato da Amanda».

Esagerato? Eppure Amanda, che ha cantato in passato una canzone che ancora oggi si sente e che le ha portato una marea di soldi, Cocktail d’amore, scritta proprio da Cristiano Malgioglio, nel corso di un’intervista diceva: «Non è che abbiamo litigato. È un tipo strano, fa ridere, ha molto talento, ma a volte comincia a parlare, a parlare, a parlare».

Il dubbio che sia stata una sceneggiata mi rimane.

Muti e Arcuri, troppo invidiate

Il tradimento più ricorrente succede poi quando uno degli amici è molto più bello. È successo a Manuela Arcuri, che recentemente ha raccontato che una sua amica, verso la quale aveva totale fiducia, l’aveva tradita nella maniera più subdola. «Ha tentato di rubarmi il marito nel momento in cui mi sono confidata con lei, parlando della mia crisi coniugale».

Forse, se ci rendessimo conto di quanto è importante questo sentimento, l’amicizia, saremmo più rispettosi. Il tradimento in amore è vissuto come un peccato grave, ma nessuno ci insegna abbastanza che il tradimento di un’amicizia è altrettanto grave. Ricordiamocelo.