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Il mosaico pugliese dei luoghi, la cultura si fa partecipativa e coinvolge enti e cittadini

Dalla tutela alla partecipazione, dalla conservazione alla responsabilità condivisa. La Puglia sceglie di prendersi cura del proprio patrimonio culturale puntando sulle comunità e rafforzando il gioco di squadra tra istituzioni. Con la firma del Protocollo d’intesa da parte dell’Associazione nazionale Comuni Italiani (Anci) della Puglia e dell’Unione regionale delle province pugliesi (Upi) si consolida infatti…
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Dalla tutela alla partecipazione, dalla conservazione alla responsabilità condivisa. La Puglia sceglie di prendersi cura del proprio patrimonio culturale puntando sulle comunità e rafforzando il gioco di squadra tra istituzioni.

Con la firma del Protocollo d’intesa da parte dell’Associazione nazionale Comuni Italiani (Anci) della Puglia e dell’Unione regionale delle province pugliesi (Upi) si consolida infatti la rete della «Cura dei luoghi», il progetto promosso dall’assessorato regionale alla Cultura che mette al centro una nuova idea di gestione dei beni culturali: più aperta, inclusiva e sostenibile.

Le linee guida

Nello specifico, la «Cura dei luoghi» punta a costruire un vero e proprio ecosistema della cura, nel quale le amministrazioni pubbliche sono chiamate a lavorare in rete e a promuovere processi di co-progettazione con i territori. L’obiettivo è superare una visione verticale e burocratica della gestione culturale, favorendo invece percorsi condivisi di valorizzazione e di uso sostenibile dei beni comuni.

L’adesione delle associazioni che rappresentano Comuni e Province completa la filiera dei soggetti istituzionali coinvolti, dopo la sottoscrizione di Puglia Culture avvenuta lo scorso settembre, e segna l’avvio di una strategia condivisa per la valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale pugliese che va dai musei ai siti archeologici, dagli spazi pubblici ai beni culturali diffusi, fino alle tradizioni e alle identità locali.

La prospettiva

Al centro dell’iniziativa c’è il riconoscimento delle cosiddette «comunità di eredità», ovvero, cittadini, associazioni, operatori culturali e realtà imprenditoriali che vivono quotidianamente i luoghi e ne diventano custodi attivi, non semplici fruitori. Il Protocollo apre anche a interventi di rigenerazione urbana, in particolare nei quartieri più fragili, e a iniziative contro lo spopolamento delle aree interne, dove il patrimonio culturale può diventare una leva per rafforzare la coesione sociale e creare nuove opportunità di sviluppo.

Tenere vivi e accessibili i luoghi della cultura significa, in questa prospettiva, migliorare la qualità della vita delle comunità e rafforzarne il senso di appartenenza. In questo senso, la Puglia fa da apripista. La co-progettazione delle iniziative che interesseranno il patrimonio culturale è, infatti, un esempio concreto di partecipazione e di cittadinanza culturale che distingue la regione nel panorama nazionale.

Con il coinvolgimento diretto di Comuni e Province, il modello potrà essere declinato in maniera capillare su tutto il territorio regionale, trasformando la tutela del patrimonio in una responsabilità condivisa e continuativa. Una sfida che intreccia identità, partecipazione e futuro, affidando alla cultura un ruolo centrale nelle politiche di sviluppo della Puglia.

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