L’allarme criminalità in Puglia raggiunge nuove vette e a rilanciarlo è il senatore Filippo Melchiorre, unico barese all’interno della Commissione parlamentare Antimafia. Ieri, al termine delle audizioni organizzate in Prefettura, il parlamentare ha tracciato un quadro preoccupante dell’andamento della criminalità in città e in provincia, riprendendo i temi sollevati dalla presidente della Commissione, Chiara Colosimo.
Secondo Melchiorre, il primo bimestre del 2026 ha fatto registrare un’impennata del 700% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente per reati come rapine ai portavalori, furti e il cosiddetto «allarme bancomat», fenomeni collegati a una precisa strategia delle organizzazioni criminali. L’obiettivo sarebbe quello di reperire liquidità per sostenere le spese dei sodali rimasti attivi sul territorio, a seguito dell’arresto dei vertici dei clan che ne guidavano le attività illecite.
«È evidente – ha spiegato il senatore – che la pressione della giustizia sui capi clan genera una necessità immediata di fare cassa, e a pagarne le conseguenze sono spesso cittadini e operatori economici. Per questo diventa fondamentale mantenere alta la guardia e denunciare ogni episodio sospetto, senza lasciarsi intimidire». Melchiorre ha voluto anche lanciare un messaggio di fiducia verso le istituzioni: «Lo Stato c’è, è presente sul territorio e pronto a fare la propria parte fino in fondo.
Ma la collaborazione dei cittadini è essenziale per contrastare efficacemente la criminalità organizzata». Un richiamo che segue la linea tracciata dalla presidente Colosimo, evidenziando come la lotta alla mafia e al racket non possa prescindere dall’azione combinata delle forze dell’ordine, della magistratura e della comunità. Il senatore ha sottolineato, inoltre, come la criminalità si stia adattando a nuovi modelli di profitto e nuove modalità operative, sempre più legate alla tecnologia e ai flussi di denaro immediato.
Il fenomeno non riguarda soltanto gli episodi più eclatanti, come le rapine a portavalori o gli assalti agli sportelli automatici, ma anche una rete più diffusa di intimidazioni, estorsioni e microcriminalità che colpisce il tessuto sociale ed economico della città. La Prefettura, in collaborazione con le forze di polizia, sta intensificando i controlli e rafforzando i protocolli di prevenzione, soprattutto nei quartieri considerati più a rischio. Le strategie includono il monitoraggio dei movimenti sospetti, l’uso di tecnologie avanzate e il coordinamento tra le diverse articolazioni dello Stato. Melchiorre ha concluso con un invito chiaro ai cittadini: «Denunciare non è solo un dovere civico, ma una scelta concreta per difendere la propria comunità. Solo con l’impegno di tutti possiamo fermare l’anti Stato e garantire sicurezza e legalità».










