La crescita regionale (+0,34%) supera la media nazionale. A trainare la ripresa sono le società di capitali. Foggia guida per incremento percentuale, Bari per valore assoluto. Risultati positivi per il tessuto imprenditoriale della Puglia, che chiude il terzo trimestre del 2026 con un saldo attivo di 1.258 imprese e un tasso di crescita dello 0,34%, superiore alla media nazionale dello 0,32%. Secondo le rilevazioni di Movimprese (Unioncamere-InfoCamere), tra luglio e settembre si sono registrate 3.818 nuove iscrizioni a fronte di 2.560 cessazioni, portando il totale regionale a 374.143 aziende.
Motore principale dello sviluppo sono le società di capitali, cresciute di 899 unità (+0,79%), che rappresentano oltre il 71% dell’incremento netto e arrivano al 30,5% del totale delle imprese pugliesi.
«Un’evoluzione che merita attenzione», dichiara Vincenzo Cesareo, presidente di Unioncamere Puglia, «perché segnala una trasformazione verso forme societarie più attrezzate per investimenti e innovazione.
La nostra sfida ora è favorire l’accesso al credito e il consolidamento competitivo per creare occupazione stabile».
Reggono bene anche le ditte individuali (+353 unità), che continuano a costituire l’ossatura quantitativa del territorio con 220.208 iscrizioni (58,9% del totale).
In controtendenza con il dato nazionale, la Puglia registra una lieve crescita anche nelle società di persone (+9 unità).
L’incremento coinvolge tutte le province: Foggia guida per ritmo di crescita (+0,42%, +291 imprese), mentre Bari segna il balzo numerico maggiore (+547 unità, +0,40%). Seguono Taranto (+0,30%), Brindisi (+0,26%) e Lecce (+0,21%).
Segnali di forte vitalità arrivano inoltre dall’artigianato, con un tasso di crescita dello 0,18% ,contro lo 0,11% nazionale e un saldo positivo di 118 imprese, per un totale di 65.569 attività. Anche in questo comparto Foggia primeggia nei ritmi di aumento (+0,40%), mentre Lecce registra il maggior incremento assoluto (+43).
Il quadro pugliese si inserisce nel contesto nazionale più solido dal 2021 (+18.403 aziende), confermando il dinamismo del Mezzogiorno e la capacità competitiva della regione sul panorama italiano.
