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Missili russi colpiscono una centrale termoelettrica in Ucraina: ingenti danni e blackout energetico

Centrale distrutta e raid con droni su Sumy: arrestato un presunto disertore accusato di spionaggio per l’Fsb

Missili russi colpiscono una centrale termoelettrica in Ucraina: ingenti danni e blackout energetico

Nuovi raid missilistici russi hanno colpito duramente le infrastrutture energetiche dell’Ucraina, centrando una centrale termoelettrica del gruppo Dtek e provocando danni ingenti con la conseguente interruzione della produzione di energia elettrica: nel corso della stessa notte, le truppe di Mosca hanno scatenato un massiccio attacco con droni anche contro la città di Sumy, ferendo almeno due persone e devastando diversi edifici civili e residenziali nel distretto di Kovpakiv, come confermato dal capo dell’amministrazione militare locale Oleg Hrygorov.

​In parallelo all’escalation dei bombardamenti, il controspionaggio militare del Servizio di sicurezza dell’Ucraina ha condotto un’operazione risolutiva arrestando un presunto disertore originario della regione di Zhytomyr: l’uomo, reclutato dall’Fsb prima ancora di arruolarsi nelle forze armate ucraine, aveva il compito di trasmettere le coordinate sensibili delle postazioni militari e dei centri logistici situati nella regione di Kiev, un’azione criminosa che ha permesso di sventare pericoli imminenti grazie all’evacuazione preventiva di oltre 100 droni ucraini prima che scattasse l’offensiva nemica.

​Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il complice avrebbe svolto compiti preliminari monitorando gli impianti energetici settentrionali prima di infiltrarsi nei corsi di addestramento per operatori di droni, raccogliendo informazioni riservate sul personale: ora l’indagato si trova detenuto senza possibilità di cauzione e rischia una condanna all’ergastolo con la confisca dei beni, mentre le autorità continuano a mantenere alta la vigilanza contro le attività di spionaggio e sabotaggio sul territorio nazionale.