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Blitz della Digos prima dei saccheggi a Bari, il sindaco: «La città sia luogo di confronto pacifico»

Il primo cittadino, nel ringraziare le forze dell’ordine, pone l’accento anche sulla giovanissima età delle persone interessate dalle indagini

Blitz della Digos prima dei saccheggi a Bari, il sindaco: «La città sia luogo di confronto pacifico»
Il sindaco di Bari, Vito Leccese

«Il lavoro delle forze dell’ordine ha consentito ancora una volta di agire d’anticipo, intervenendo tempestivamente per prevenire possibili episodi di violenza che avrebbero potuto mettere a rischio la sicurezza della nostra città». Lo afferma il sindaco di Bari, Vito Leccese, commentando l’operazione della Digos che, all’alba di oggi, ha eseguito perquisizioni a carico di numerosi giovanissimi che, stando a quanto emerso nel corso delle indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) e dalla Procura per i minorenni del capoluogo pugliese, si preparavano a saccheggiare i negozi del centro cittadino.

Leccese ringrazia le forze dell’ordine «per la tempestività e l’attenzione dimostrate», evidenziando come «le costanti interlocuzioni di questi giorni» abbiano «confermato la massima attenzione da parte di tutte le istituzioni, come già dimostrato in altre occasioni».

Il primo cittadino, tuttavia, rivolge un appello «a tutte le persone che parteciperanno alle manifestazioni di domani, affinché Bari – scrive – confermi di essere una città capace di esprimere posizioni anche di dissenso attraverso il dialogo e il confronto pacifico. Il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero è un valore fondamentale sancito dalla nostra Costituzione, che va tutelato da qualsiasi forma di violenza e di contaminazione».

Al di là delle manifestazioni, però, il sindaco di Bari nota come da questa vicenda emerga «un elemento particolarmente preoccupante: la giovanissima età delle persone interessate dalle indagini, tra cui figurano anche dei minorenni. È un segnale – afferma il primo cittadino – che non possiamo sottovalutare e che deve richiamare tutti, istituzioni, famiglie e comunità educante, a una riflessione sulle condizioni che possono spingere ragazzi così giovani ad avvicinarsi a comportamenti violenti».

Per Leccese, «la prevenzione non può esaurirsi nell’azione, pur fondamentale, delle forze dell’ordine, ma deve tradursi anche in un impegno educativo e sociale costante».