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Dall’albero al web, il regalo di Natale non è piaciuto? Conviene venderlo on-line

Dall’albero di Natale alle piattaforme di vendita online. In Puglia non tutti i regali restano nelle case. Alcuni prendono un’altra strada: quella del web. Tra annunci e trattative, i doni ricevuti e non graditi cambiano velocemente padrone. Basta navigare tra i marketplace più noti per rendersene conto. Molti venditori sono pugliesi e la motivazione è…
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Dall’albero di Natale alle piattaforme di vendita online. In Puglia non tutti i regali restano nelle case. Alcuni prendono un’altra strada: quella del web. Tra annunci e trattative, i doni ricevuti e non graditi cambiano velocemente padrone. Basta navigare tra i marketplace più noti per rendersene conto. Molti venditori sono pugliesi e la motivazione è tanto semplice quanto pragmatica. Quel regalo sotto l’albero non è piaciuto, non serve o è un doppione. Meglio, quindi, trasformarlo in contanti. Un fenomeno che non riguarda solo i più giovani, ma che attraversa tutte le fasce d’età e coinvolge città grandi e piccoli centri. Il “post-Natale digitale” è diventato una seconda fase delle feste, fatta di foto condivise, trattative e spedizioni.

Le categorie più gettonate rendono bene l’idea del fenomeno. In testa c’è l’abbigliamento, soprattutto capi firmati, maglioni, giacche e scarpe spesso ancora con etichetta. Poi, l’elettronica di consumo come smartphone, cuffie wireless, smartwatch, piccoli accessori tecnologici, videogiochi e console, molto richiesti soprattutto in vista dell’Epifania. Ampia anche l’offerta di giocattoli e articoli per bambini, spesso ricevuti in doppia copia o non adatti all’età, e di profumi e cosmetici.

Curiosamente, tra gli annunci più visualizzati compaiono anche elettrodomestici di piccole dimensioni e oggetti per la casa come frullatori, macchine per il caffè, lampade di design. I venditori pugliesi hanno prevalentemente età comprese tra i 25 e i 55 anni, stando alle inserzioni geolocalizzate nella regione. Le motivazioni sono due: liberarsi di oggetti inutili e arrotondare. In altre parole, in un periodo in cui il costo della vita pesa sempre di più sui bilanci domestici, trasformare un regalo sbagliato in 30, 50 o 100 euro diventa una scelta razionale, non più un tabù.

C’è anche un dato curioso che emerge osservando gli annunci: molti specificano «regalo di Natale, mai usato», una formula diventata quasi una certificazione di qualità del prodotto. I prezzi medi variano a seconda della tipologia.

L’abbigliamento viene venduto generalmente tra i 20 e i 60 euro, mentre l’elettronica può raggiungere cifre più alte, spesso tra il 50 e il 70 per cento del prezzo originale. Giocattoli e accessori per bambini oscillano tra i 10 e i 40 euro. Secondo gli operatori del settore, il picco delle vendite si concentra tra fine dicembre e metà gennaio, con buone prospettive anche nelle settimane successive grazie ai saldi e al rientro dalle vacanze. Accanto alle opportunità, però, crescono anche i rischi.

Le associazioni dei consumatori ricordano di prestare massima attenzione alle truffe, sempre più sofisticate. Pagamenti fuori piattaforma, richieste di acconti sospetti, profili senza recensioni sono i segnali d’allarme più comuni. Il consiglio è di utilizzare solo sistemi di pagamento tracciabili, verificare l’identità dell’interlocutore e diffidare da offerte troppo vantaggiose. Un contesto che non frena, comunque, la crescita del mercato online, capace di intercettare nuove abitudini di consumo. Anche dopo Natale, insomma, l’economia non si ferma. Cambia semplicemente vetrina.

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