Si chiama «Hikikomori», termine coniato dallo psichiatra giapponese Saito Tamaki. Si traduce letteralmente con «stare in disparte». È una condizione sempre più diffusa tra i ragazzi, legata a pressioni sociali, scolastiche o familiari, timidezza, ansia, insicurezza e, più spesso, ad un abuso di internet. Il fenomeno è studiato non solo come disturbo psicologico, ma anche come un «disagio adattivo sociale» verso una società sempre più competitiva.
A esserne interessati sono spesso giovanissimi, in maggioranza di sesso maschile, che smettono addirittura di frequentare la scuola, i loro amici e ogni luogo di socialità. La loro vita si chiude solitamente in una stanza. I social diventano l’unica modalità di comunicazione con l’esterno. In Italia interessa circa 50mila adolescenti e, secondo gli esperti, sono a rischio isolamento almeno altri 67mila soggetti.
La novità è che è tra le emergenze adolescenziali più rilevanti anche in Puglia. Tanto che è stata la prima regione in Italia ad aver approvato una legge a riguardo e ad ospitare, sul suo territorio, un programma nazionale di sostegno e ricerca.
Il progetto di ricerca
Con il nome «Solitaire (Social isOLation in youThs And theIR familiEs), ossia «interventi digitali per adolescenti con isolamento sociale e per le loro famiglie», si indica il progetto di ricerca che coinvolge, oltre al «Polo Medea» di Brindisi, l’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona con l’Unità operativa di Psichiatria per giovani adulti, il CNR di Milano e l’Università di Milano. Finanziato dalla missione 6 del PNRR, è rivolto a ragazzi tra gli 11 e i 17 anni e prevede un ciclo breve di psicoterapia cognitivo-comportamentale da remoto che può essere combinata con un training cognitivo computerizzato per gli adolescenti e un ciclo di psicoeducazione per i loro familiari.
I dati, che saranno incrociati a livello nazionale, serviranno a testare la fattibilità e l’efficacia di un servizio di telepsichiatria, finalizzato ad incrementare i livelli di socializzazione degli adolescenti che si ritirano dalla vita sociale e a ridurre il disagio dei caregivers. Il parlato dei pazienti viene registrato durante le sedute psicoterapeutiche e il flusso sarà analizzato in seguito per costruire un sistema automatico per la valutazione della depressione associata a questo disturbo.
La legge regionale
La Puglia, come detto, è stata anche la prima regione in Italia a legiferare sull’Hikikomori. La legge n.8 del 10 giugno 2025, è stata approvata all’unanimità in Consiglio regionale. Prevede un finanziamento di 230mila euro per l’istituzione di una Consulta regionale che avrà il compito di monitorare il fenomeno ed evidenziare nuovi bisogni. Ne faranno parte, a partire da questa legislatura: assessori a Istruzione e Welfare o persone da loro delegate, un consigliere regionale di maggioranza e uno di minoranza, rappresentanti dell’Ufficio scolastico regionale, del Dipartimento Politiche del Lavoro, Istruzione, Formazione e Welfare, delle associazioni delle famiglie e degli enti del terzo settore, pubblici e privati, coinvolti sul tema dal punto di vista sociale e sanitario. Insieme alla legge sullo psicologo di base, un vero e proprio piano regionale per aiutare gli adolescenti pugliesi ad avere un futuro più sociale e meno social.










