Monta la polemica sullo stop alle domande per accedere ai finanziamenti del PR Puglia FESR-FSE+ 2021-2027. La decisione della Regione Puglia di congelare cinque misure strategiche – Contratti di Programma, PIA, MiniPIA e i bandi per il turismo – viene letta da imprese e politica come una brusca frenata allo sviluppo. Alla base del provvedimento c’è un overbooking senza precedenti: oltre duemila istanze in istruttoria per un valore complessivo di circa 5 miliardi di euro di investimenti attivati, a fronte di 2,6 miliardi di contributi regionali richiesti. Numeri che certificano l’attrattività degli strumenti, ma che hanno imposto uno stop tecnico.
La giunta ha deciso di sfoltire le pratiche, ammettendo alla fase successiva solo i progetti già in possesso della bancabilità o del Cup, il codice unico rilasciato da Puglia Sviluppo. Una scelta che però ha acceso lo scontro politico. I consiglieri regionali di maggioranza – Pd, Per la Puglia, Prossima e Movimento Cinque Stelle – hanno chiesto l’audizione del presidente della Regione, Antonio Decaro, e dell’assessore allo Sviluppo economico Eugenio Di Sciascio nelle commissioni Bilancio e Industria. Pur riconoscendo la pressione delle domande, parlano di «grave freno» per un tessuto produttivo fatto in larga parte di piccole e medie imprese che su quei bandi avevano costruito piani industriali e investimenti. La richiesta è chiara: massima trasparenza sullo stato delle risorse residue, sui criteri di valutazione, sui tempi di istruttoria e soprattutto sulle prospettive di rifinanziamento e riapertura degli avvisi.
Sul tavolo anche l’ipotesi di utilizzare il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione per garantire continuità agli strumenti. Dal fronte industriale arriva una presa di posizione netta. «I numeri confermano che queste misure sono un pilastro dello sviluppo pugliese», dichiara il presidente di Confindustria Puglia, Potito Salatto. Negli anni, Contratti di Programma e PIA hanno sostenuto investimenti strategici, innovazione e occupazione. La sospensione, seppur definita temporanea, rischia ora di rallentare i programmi e alimentare incertezza in una fase economica già complessa. «Oggi dobbiamo guardare al futuro e far sì che vengano reperite risorse per ripristinare queste misure di incentivazione, magari anche in modo differenziato.
Il tiraggio di queste misure è stato infatti veramente straordinario, ma anche eccessivo, con tantissimi investimenti in un breve lasso di tempo. Andrebbero probabilmente ripensate». Ha detto il presidente di Confindustria Bari-Bat, Mario Aprile, al termine di una riunione del Consiglio generale dell’associazione ieri pomeriggio. «E’ stato un momento di confronto importantissimo e ringraziamo l’assessore Eugenio Di Sciascio e il capo di Gabinetto, Davide Pellegrino, per averci concesso questo momento di dialogo, un momento nel quale si è parlato di quanto, grazie agli incentivi regionali, la Puglia sia cresciuta e il claim Puglia sia diventato sinonimo di attrattività». Confindustria Bari e BAT – ha proseguito «è pronta a supportare in questo percorso la Regione.
Questo deve essere un momento di resilienza dell’economia pugliese e la Regione deve, a questo punto, lavorare col mondo delle imprese su leve che sono strategiche, come il tema di favorire l’inserimento delle pmi locali nelle catene di approvvigionamento delle multinazionali presenti sul territorio; o il tema dell’energia, sul quale dobbiamo iniziare ad agire in maniera sistemica, per riuscire a ottenere una riduzione forte dei prezzi».










