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Autovelox, il Tribunale di Lecce: «Multe illegittime senza omologazione»

La semplice approvazione ministeriale non basta. È questo il principio ribadito dai giudici che hanno respinto i ricorsi dell’amministrazione

Autovelox, il Tribunale di Lecce: «Multe illegittime senza omologazione»

La semplice approvazione ministeriale non basta: senza omologazione le multe stradali elevate tramite autovelox sono nulle. È questo il principio, ormai granitico, ribadito dal Tribunale di Lecce che, con le prime sentenze d’appello, ha respinto i ricorsi presentati dal Comune contro l’annullamento dei verbali sulla Tangenziale Est stabilito dai giudici di pace.

Il verdetto segna un punto di non ritorno, confermando la netta distinzione formale e sostanziale tra le due procedure tecnico-amministrative, come previsto dall’articolo 142 del Codice della Strada. Il Tribunale ha chiarito che le circolari ministeriali non possono derogare alle norme primarie: l’omologazione resta l’unico requisito che conferisce valore probatorio all’accertamento della velocità.

L’attacco

La decisione ha subito scatenato reazioni politiche. Antonio Rotundo, presidente della Commissione Controllo del Comune di Lecce, ha attaccato la giunta Poli, parlando di esito ampiamente prevedibile. Secondo l’esponente dell’opposizione, che già in passato aveva chiesto lo spegnimento dei dispositivi per evitare debiti fuori bilancio, insistere nell’impugnare le sentenze favorevoli agli automobilisti rischierebbe di configurare una «lite temeraria».

Mentre il capoluogo salentino affronta il nodo dei contenziosi, a pochi chilometri di distanza il Comune di Lequile si muove in direzione opposta, installando due nuovi autovelox sulla strada statale 101 Lecce-Gallipoli, all’altezza dello svincolo per il paese. Gli impianti presidieranno un tratto considerato particolarmente insidioso e storicamente teatro di gravi incidenti, dove vige il limite di 70 km/h. Il vicesindaco Vito Zilli ha annunciato che l’attivazione avverrà nei prossimi giorni, una volta completate le procedure con Anas e rifinita la segnaletica di preavviso. Resta però aperto il grande interrogativo che unisce queste installazioni ai verdetti del Tribunale: quanti di questi nuovi dispositivi supereranno la prova dell’effettiva omologazione?