Sette persone in carcere, dieci con l’obbligo di dimora e di firma e tre con obbligo di dimora. È il bilancio della maxi operazione antidroga “Rondò” condotta dai carabinieri di Pescara che hanno smantellato – con il supporto dei militari del 6° Nucleo elicotteri di Bari – un vasto traffico di eroina e cocaina tra la Puglia, il Nord Italia e l’Abruzzo.
Le misure cautelari, emesse dal gip del Tribunale di Pescara Giovanni De Rensis, sono state eseguite nelle province di Pescara, Chieti, Barletta-Andria-Trani e Foggia. L’operazione è stata coordinata dal sostituto procuratore della Procura di Pescara Giuliana Rana.
Per lo spaccio nel Pescarese, sia nel capoluogo che in provincia, arrivavano dal Nord Italia la cocaina e dalla Puglia l’eroina.
Tra le particolarità riscontrate nelle indagini l’acquisto a basso costo dell’eroina (7 euro al grammo), l’utilizzo da parte degli indagati di telefoni criptati e il ritrovamento del “levamisolo“, potente antielmintico veterinario della classe degli imidazotiazoli, utilizzato per trattare parassitosi gastrointestinali e polmonari in bovini, ovini, suini e pollame, che veniva usato per tagliare la cocaina ed è pericoloso per la salute umana.
Gli indagati sono italiani e albanesi, la base del sodalizio criminale era a Montesilvano, in provincia di Pescara. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati trenta chili tra cocaina ed eroina e centomila euro in contanti. L’ultimo sequestro risale al 3 febbraio scorso, nove chili di eroina scoperti a San Severo.
I dettagli dell’operazione sono stati illustrati, in conferenza stampa, dal comandante provinciale dei carabinieri di Pescara, Stefano Ranalletta, e dal comandante del Norm della Compagnia di Montesilvano, Antonio Tricarico. Le indagini, cominciate nel 2023, sono state particolarmente complesse e non sono ancora concluse.










