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Puglia, Michele Dituri: «L’artigianato ha un valore economico, sociale, identitario» – L’INTERVISTA

Si tratta di un settore vivace che ricopre un valore sociale oltre che economico. Michele Dituri è il presidente della Confartigianato Puglia

Puglia, Michele Dituri: «L’artigianato ha un valore economico, sociale, identitario» – L’INTERVISTA

Il comparto dell’artigianato in Puglia conta 65mila imprese circa, con un +0,32% registrato nel secondo semestre di quest’anno. Si tratta di un settore vivace che ricopre un valore sociale oltre che economico. Michele Dituri è il presidente della Confartigianato Puglia.

Per il vostro settore un problema importante che impatta sull’attività di ogni vostro iscritto è quello della forte stretta sui finanziamenti e dei tassi sempre più elevati, cosa si può fare?

«Sì, c’è un problema contingente che è quello del credito, c’è una difficoltà a reperirlo e i tassi che sono più alti per le micro e piccole imprese rispetto alle imprese di media e alta dimensione. Confartigianato già opera da anni attraverso il sistema dei Confidi, oggi diventato Confidi Sistema per cercare di aiutare e supportare le microimprese e le imprese dell’artigianato rispetto alle banche.
Chiaramente è molto importante il rapporto con le istituzioni, tant’è vero che in questo momento c’è un dialogo sul microcredito, questa nuova iniziativa che ha già lanciato la Regione e che deve trovare la sua misura di attuazione proprio per tutelare queste piccole imprese».

Un’altra difficoltà è quella di reperire personale molto qualificato, è così?

«Sì, e c’è questo disallineamento molto forte tra la domanda e l’offerta del lavoro e l’abbiamo riscontrato a metà anno per quanto riguarda la competenza tecnologica. È necessario ed opportuno che ci siano degli interventi strutturali sia con attività di orientamento durante il periodo scolastico, sia attraverso l’utilizzo di strumenti che poi tra l’altro sono già esistenti tipo la formazione duale, l’apprendistato, il tirocinio o i famosi ITS. Quindi poi noi chiediamo alla Regione di consolidare questa attività, di consentire di individuare delle misure di orientamento e a dir la verità stiamo sulla buona strada».

Quale effetto sta avendo l’intelligenza artificiale nel settore dell’artigianato?

«È utilizzata fortemente, è un braccio operativo così come lo strumento, perché al centro di quella che è l’attività dell’artigiano c’è sempre quella che noi definiamo intelligenza artigiana.
Sicuramente ci sono stati tanti investimenti anche grazie alle misure che ci sono state la 4.0, 5.0, il Mini PIA in Regione Puglia, però chiediamo che ci sia una formazione, sia per quanto riguarda i dipendenti che per gli imprenditori per l’utilizzo di queste tecnologie, ma anche per le figure in entrata».

Complessivamente quale è lo stato dell’artigianato oggi in Puglia?

«In Puglia l’artigianato ricopre un importante valore economico sociale, economico per la capacità di produrre competenze, produrre reddito diffuso e soprattutto identità. Il carattere identitario è molto forte, per questa presenza diffusa all’interno del territorio e per la formazione al mestiere. Anche qui chiediamo alla Regione degli strumenti che possano in un certo qual modo aiutare a rimuovere quelle barriere sia in ingresso per quanto riguarda il giovane che anche per la resistenza delle nostre imprese artigiane».