Parte il valzer delle nomine che chiuderà il mosaico della nuova legislatura regionale.
Dopo mesi di proroghe, Antonio Decaro si prepara ad assegnare gli ultimi incarichi di peso della macchina amministrativa pugliese: i tredici direttori di Dipartimento, i super dirigenti chiamati a trasformare gli indirizzi politici della Giunta in atti concreti e a gestire miliardi di euro di risorse pubbliche ed europee fino al 2030.
Con 521 candidature presentate, il risiko entra ora nella fase decisiva. Il primo tassello è già stato collocato nelle scorse settimane con l’incarico affidato ad Annibale Elia, già dirigente apicale del Comune di Milano e tra gli ideatori del programma «Bollenti Spiriti» nell’era Vendola, scelto per guidare il Dipartimento Turismo e Cultura. Ora resta da completare il mosaico delle altre dodici direzioni strategiche, cuore operativo degli assessorati regionali. I direttori di Dipartimento rappresentano il vertice della macchina amministrativa pugliese: coordinano le strutture regionali, danno attuazione agli indirizzi della Giunta e governano la spesa pubblica nei principali settori, dalla sanità alle infrastrutture, dall’agricoltura all’ambiente, fino allo sviluppo economico e alla gestione dei fondi europei.
Il presidente Antonio Decaro si è preso tutto il tempo necessario per esaminare i curricula arrivati sul tavolo della Presidenza. Salvo sorprese dell’ultima ora, i decreti di nomina potrebbero approdare già nella prossima seduta della Giunta regionale del 7 luglio, al termine del confronto politico con i singoli assessori per arrivare a un’intesa condivisa sui profili prescelti.
Il confronto più delicato riguarda il Dipartimento Sanità, dove si contendono la guida il direttore uscente Vito Montanaro e Benny Pacifico, dirigente apicale dell’area Finanze e Bilancio dell’assessorato alla Salute. È il Dipartimento più importante della Regione, chiamato a gestire un bilancio di circa otto miliardi di euro l’anno e ad affrontare il risanamento dei conti dopo il disavanzo di circa 350 milioni registrato nel 2025.
Secondo i rumors, Montanaro avrebbe prevalso nel confronto interno anche grazie al sostegno dell’assessore alla Sanità Donato Pentassuglia, che ne avrebbe chiesto espressamente la riconferma, inizialmente non condivisa dai vertici della Presidenza. Sarebbe stato infine Decaro a sciogliere la riserva. Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza compare anche quello di Amedeo Bottaro, già sindaco di Trani, indicato come possibile successore di Vito Antonacci alla guida del Dipartimento Trasporti. In corsa anche due dirigenti provenienti dall’esperienza del Comune di Bari: Pompeo Colacicco, destinato secondo i rumors all’Urbanistica, e Roberto Covolo, che potrebbe approdare all’Agricoltura.
Resta invece massimo riserbo sugli altri otto incarichi ancora da assegnare. Tra le poche riconferme considerate probabili figura quella di Valentina Romano, espressione del Movimento 5 Stelle, mentre per gli altri Dipartimenti – Sviluppo economico, Ambiente, Bilancio, Personale, Formazione professionale, Lavoro e gli altri settori strategici – si profila un profondo rinnovamento dopo mesi di proroghe degli incarichi ereditati dalla precedente legislatura. Sul piano organizzativo prenderà inoltre forma il nuovo assetto amministrativo previsto dal modello MAIA 2.0, con la probabile nomina dell’ex sindaco di Bitonto Michele Abbaticchio nel ruolo di direttore generale della Regione. Per ciascuno dei tredici super dirigenti è previsto un trattamento economico di circa 120mila euro lordi annui, ai quali si aggiunge un’indennità di risultato di circa 30mila euro. Ma il vero peso dell’incarico va ben oltre lo stipendio: dalle scelte di questi manager pubblici passerà l’attuazione delle principali politiche della Giunta Decaro e la gestione delle risorse che accompagneranno la Puglia nei prossimi anni. Per questo il risiko delle nomine rappresenta uno dei passaggi politici più rilevanti dell’avvio della nuova legislatura.
