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Delli Noci: «I dazi di Trump? Ci preoccupano ma sapremo diversificare i mercati» – L’INTERVISTA

L’introduzione dei dazi da parte degli Stati Uniti potrebbe rappresentare un duro colpo per l’export pugliese. Soprattutto per l’agroalimentare, che nel 2024 ha registrato una crescita significativa. A lanciare l’allarme è Confagricoltura. Il settore vitivinicolo sta già avvertendo i primi effetti negativi: gli ordini si sono fermati nelle ultime settimane a causa delle incertezze ancora…

L’introduzione dei dazi da parte degli Stati Uniti potrebbe rappresentare un duro colpo per l’export pugliese. Soprattutto per l’agroalimentare, che nel 2024 ha registrato una crescita significativa. A lanciare l’allarme è Confagricoltura. Il settore vitivinicolo sta già avvertendo i primi effetti negativi: gli ordini si sono fermati nelle ultime settimane a causa delle incertezze ancora legate al provvedimento. Gli operatori temono di vedere il proprio prodotto bloccato o invenduto, un rischio troppo elevato per un comparto che ha investito fortemente nel mercato statunitense. Di fronte a questa sfida, il mondo produttivo pugliese invoca un dialogo con l’amministrazione statunitense per scongiurare danni economici irreversibili.

Al tempo stesso, si valutano strategie alternative, puntando su mercati emergenti per diversificare le destinazioni dell’export. Tuttavia, l’incertezza attuale mette a rischio la stabilità delle imprese, rendendo indispensabile un intervento strategico a lungo termine. L’attenzione della Regione su questo tema resta alta, con la consapevolezza che solo attraverso un’azione coordinata tra istituzioni e imprese sarà possibile mitigare gli effetti di nuove politiche commerciali e salvaguardare il sistema produttivo pugliese. La conferma arriva dall’assessore regionale allo Sviluppo economico, Alessandro Delli Noci.

Quali sono i rischi che potrebbero derivare dall’entrata in vigore dei dazi Usa?

«Gli Stati Uniti rappresentano un mercato strategico per molte aziende pugliesi. Sicuramente c’è preoccupazione. Qualsiasi variazione nelle politiche commerciali potrebbe avere un impatto diretto sulle nostre imprese, che hanno costruito relazioni consolidate con i partner americani. Per questo motivo, seguiamo con grande attenzione le evoluzioni».

Quali sono le prime azioni che la Regione potrebbe mettere in campo per tutelare le imprese?

«Da parte nostra, stiamo già provando a costruire relazioni istituzionali e a fornire supporto attraverso l’Istituto di Commercio Estero. È fondamentale creare strumenti di formazione e informazione per le imprese, in modo che possano comprendere al meglio l’impatto di eventuali nuove misure e individuare possibili strategie di risposta. Anche con l’organizzazione incontri specifici con esperti del settore, divisi per aree e settori produttivi, per valutare soluzioni mirate».

È possibile ipotizzare una diversificazione dei mercati di riferimento per le imprese pugliesi?

«Dobbiamo essere pronti a tutte le opzioni. Negli ultimi anni, la Regione Puglia ha investito molto in relazioni internazionali e in strategie di export. Certamente, il mercato statunitense resta una priorità, ma è fondamentale che le nostre aziende siano comunque in grado di diversificare i propri sbocchi commerciali».

Quali sono le principali difficoltà che gli imprenditori pugliesi stanno affrontando in questo momento?

«La difficoltà principale è l’incertezza. Le aziende hanno bisogno di stabilità e di risposte concrete per pianificare investimenti e strategie a lungo termine. Per questo motivo, non resteremo a guardare: il nostro obiettivo è fornire agli imprenditori tutti gli strumenti necessari per affrontare questo scenario complesso».

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