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Dalla Puglia al Trentino in treno, un’odissea di 15 ore: il racconto di un assicuratore

La disavventura vissuta da tanti viaggiatori pugliesi del treno Intercity 610 sulla tratta da Bari a Bolzano

Dalla Puglia al Trentino in treno, un’odissea di 15 ore: il racconto di un assicuratore

Un viaggio da incubo. È la disavventura vissuta da tanti viaggiatori pugliesi, ma anche di altre regioni. Un ritardo di ben cinque ore quello accumulato dal treno Intercity 610 sulla tratta da Bari a Bolzano.

Il convoglio, partito mercoledì mattina alle 9:55 dalla stazione centrale del capoluogo pugliese, avrebbe dovuto raggiungere Trento poco prima delle 20, ma è arrivato nello scalo ferroviario solo verso l’una di notte. «Ero partito da Bari con l’idea di raggiungere Trento in totale tranquillità» racconta Giovanni Gelsomino, assicuratore 60enne, uno dei passeggeri. «Mai avrei immaginato che quel viaggio si sarebbe trasformato in una vera e propria odissea ferroviaria durata quasi quindici interminabili ore».

Già a Foggia i passeggeri hanno capito che la giornata sarebbe stata complicata: «Il treno si è fermato per un guasto alla rete elettrica e la comunicazione è arrivata quasi con la naturalezza di chi annuncia un rallentamento – racconta Gelsomino -. Nessuna spiegazione dettagliata, nessuna indicazione sui tempi di risoluzione, nessuna informazione utile per i passeggeri. Siamo rimasti ad aspettare, osservando i minuti trasformarsi in ore. Da quel momento è iniziata una lunga sequela di ritardi, attese e disservizi».

Tra attese e ritardi, caldo asfissiante e mancanza di informazioni, il viaggio è proseguito a fatica. L’apice dei disagi si è poi registrata nella stazione nei Verona, dove i passeggeri sono scesi dal treno con cui erano partiti da Bari, perché è stato comunicato che non avrebbe proseguito il viaggio. Dopo circa mezz’ora di attesa su un Frecciarossa, sono stati nuovamente indirizzati verso lo stesso treno di partenza. «I guasti possono capitare e nessuno pretende l’impossibile», il commento amaro dell’uomo, «ma è inaccettabile la gestione dell’emergenza, la mancanza di informazioni, di coordinamento e di rispetto verso chi paga un servizio».