La Puglia, suo malgrado, si prende la scena nella relazione annuale nazionale della Corte dei Conti, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario contabile tra le Regioni. In riferimento alla Puglia, emergono criticità e richiami importanti. Il rischio è di perdere fondi Pnrr e Pnc (piano nazionale complementare) per un totale di circa 102 milioni di euro, relativi a programmi di rigenerazione urbana e lotta alla marginalità sociale. La sezione regionale di controllo per la Puglia ha segnalato che i Piani urbani integrati per il superamento degli insediamenti abusivi rischiano di far perdere il 91% dei fondi previsti a causa di carenze procedurali e organizzative nella fase di attuazione.
I richiami alla Regione Puglia, invece, riguardano il completamente di opere con fondi statali. Nelle verifiche che coprono il periodo 2021-2026, la Corte dei conti ha approvato un referto che invita la Regione a sollecitare i soggetti attuatori per completare le opere finanziate da contributi statali, con oltre 152 milioni di euro di investimenti analizzati per regolarità e tempestività di spesa. In altre parole, il monito è che si completi e renda più efficiente l’attuazione delle opere cofinanziate dallo Stato.
Presunta truffa da 4milioni
Tra le sentenze citate, in occasione della relazione annuale nazionale della Corte dei Conti, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, una di particolare rilievo ha riguardato la Puglia, in cui il giudice contabile ha condannato una società al pagamento, in favore della Regione, di quasi 4 milioni di euro (3.965.926,45) per illecita percezione di contributi del «Programma integrato di Agevolazione-PIA Turismo», ed è stato aperto anche un procedimento penale per truffa aggravata.
Interrogazione alla Camera
Sulla situazione della Regione Puglia, è intervenuta la deputata pugliese di Fratelli d’Italia Mariangela Matera. «Ho presentato questa mattina (ieri ndr), con il sostegno dei parlamentari pugliesi di Fratelli d’Italia, un’interrogazione alla Camera per sapere quali iniziative il Governo intenda intraprendere, alla luce di quanto risulta da un recente documento elaborato dall’Osservatorio dell’Ance, al fine di rafforzare la capacità di spesa della regione Puglia che risulta essere fortemente in ritardo nell’attuazione degli interventi finanziati dal Fesr e dal Fse+ relativi al periodo 2021-2027».
La disamina della deputata andriese di Fdl, continua. «I dati della Ragioneria Generale evidenziano che al 31 ottobre 2025, risultano impegnati (sui 5,6 miliardi di euro stanziati) soltanto 1,1 miliardi di euro pari al 19,1%. Il rapporto dell’Ance evidenzia, altresì, una serie di criticità legate al quadro relativo allo stato di avanzamento dei pagamenti in cui la Puglia si attesta al 10,8%, contro il 12,2% della media nazionale. Quanto allo stato di avanzamento del Pnrr, dei 5,922 miliardi di euro stanziati per progetti di interesse in Puglia, al 14 ottobre scorso risultavano erogati complessivamente solo 1,96 miliardi di euro, di cui 1,76 miliardi di euro con fondi Pnrr.
Con riferimento ai Fers (fondi europei di sviluppo rurale), la Puglia registra infatti uno stato di avanzamento inferiore alla media nazionale delle regioni. Le osservazioni contenute nel documento elaborato dall’Ance, appaiono condivisibili e al contempo allarmanti, valutato che la regione Puglia, nel corso dell’amministrazione di sinistra guidata dall’ex presidente Emiliano e oggi dall’attuale presidente Decaro, ha dimostrato ampiamente l’incapacità nel gestire i fondi europei e quelli del Pnrr a disposizione, come confermato in più occasioni anche dalla Corte dei Conti che ha evidenziato, una spesa di appena il 5% dei nuovi fondi europei, accumulando peraltro criticità nei cantieri e in ambiti strategici come la sanità».










