Un no secco al rinnovo del contratto nazionale 2022-2024 e una trattativa già avviata per il triennio 2025-2027. La Fp Cigl Medici e Dirigenti Sanitari della Puglia fa muro contro le proposte attuali, ritenute irricevibili «perchè non ci sono le condizioni sindacali minime, economiche e normative, per migliorare effettivamente la qualità del lavoro e, di conseguenza, delle cure».
«Il Servizio Sanitario Nazionale – spiega il segretario regionale Antonio Mazzarella – sta vivendo la peggiore fase storica da quando è stato istituito: il definanziamento tocca punte a ribasso mai raggiunte rispetto al Pil; manca personale; le retribuzioni sono le più basse d’Europa; le condizioni di lavoro dei professionisti e la qualità dei servizi peggiorano ogni giorno; ormai quotidiane sono le aggressioni contro gli operatori da parte di cittadini estenuati dalle liste d’attesa; i concorsi vanno deserti perché, a queste condizioni, il lavoro nel pubblico non può più essere attrattivo; inarrestabile è la fuga dei professionisti verso l’estero o verso il privato».
In questo contesto si inserisce il piano regionale per l’abbattimento delle liste d’attesa: «La Puglia insieme ad altre regioni meridionali – continua Mazzarella – soffre da anni di un sottofinanziamento delle risorse per la sanità pubblica a tutto vantaggio del privato, che mette in ginocchio le possibilità assistenziali. Oggi il personale, costretto a turni massacranti per il continuo ricorso alle prestazioni aggiuntive, viene premiato da un aumento lordo mensile di 90 euro sul tabellare a partire da marzo-aprile». I motivi del no sono tutti nei numeri. Secondo la FP Cgil il contratto è definanziato di ben 580 euro lorde rispetto all’inflazione del triennio, non introduce nulla di normativo e peggiora le sperequazioni a danno dei dirigenti e delle professioni sanitarie.
Le richieste del sindacato sono chiare: «Un contratto dignitoso e premiante è fondamentale per migliorare le condizioni di lavoro e assicurare la qualità delle cure e affrontare al meglio le tante problematiche del servizio sanitario pugliese: liste d’attesa, attuazione del Pnrr, riorganizzazione delle reti assistenziali, in particolare dell’Emergenza-Urgenza (Pronto Soccorso e 118), presa in carico delle cronicità. Contestare oggi questo contratto ci deve dare la forza e la rappresentanza, coinvolgendo lavoratrici e lavoratori nella nostra vertenza, per creare migliori presupposti per il triennio 2025/2027. Dobbiamo recuperare le risorse ancora assenti per le indennità di specificità e di esclusività dei dirigenti sanitari e delle professioni sanitarie e avviare una nuova stagione della sanità pubblica».










