«Fare tabula rasa per ripartire. La Regione annulli le cartelle degli ultimi dieci anni, e chieda il tributo 630 solo dopo aver garantito gli interventi di bonifica affidati al Consorzio Centro Sud Puglia, ma fermi da anni. L’abbiamo ribadito oggi in Commissione Agricoltura: la sospensione è una scelta politica in capo alla Regione, e noi chiediamo che il governo Decaro dia seguito alla promessa di azzerarlo, scritta a pagina 43 del Manifesto elettorale del Partito Democratico. Invece, sugli agricoltori e sui proprietari dei terreni non solo continuano a piovere ingiunzioni di pagamento, ma chi non paga si vede colpire da sequestri e pignoramenti a raffica». Lo dichiara il consigliere regionale, capogruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Pagliaro.
«Finché il Consorzio unico, in funzione da oltre due anni, resterà inefficace, la richiesta del 630 resterà un sopruso. Gli agricoltori pugliesi continuano a ricevere cartelle per un tributo che, nella maggior parte dei casi -spiega- non corrisponde ad alcun servizio effettivamente reso. I canali sono invasi dalle erbacce, le opere di bonifica sono in stallo. Per questo abbiamo dato, e daremo, battaglia contro un tributo non dovuto».
«La Regione ha impiegato cinque anni per fare e approvare il Piano di bonifica, e ancora aspettiamo il Piano di classifica. Tutto fermo, ma intanto il Consorzio continua ad esigere il 630. Lo ha stabilito la Cassazione e l’ha ribadito la Suprema Corte: quando il contribuente contesta il piano di classifica evidenziando incongruenze, spetta al Consorzio – conclude Pagliaro – dimostrare il vantaggio concreto arrecato al fondo; non spetta invece al proprietario provare l’assenza di benefici».









