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Comunali in Puglia, De Santis (Pd): «Voto frutto di ritorno centralità partiti» – L’INTERVISTA

Il centrosinistra dopo queste comunali passa da 20 a 27 Comuni. L’analisi del voto con il segretario regionale del Pd, Domenico De Santis

Comunali in Puglia, De Santis (Pd): «Voto frutto di ritorno centralità partiti» – L’INTERVISTA

Il centrosinistra dopo queste comunali passa da 20 a 27 Comuni. L’analisi del voto con il segretario regionale del Pd, Domenico De Santis.

Il centrosinistra esce rafforzato da queste amministrative?

«Assolutamente sì. Il centrosinistra in Puglia ha ottenuto un risultato importante e quando si presenta unito vince. I numeri parlano chiaro: 27 Comuni conquistati contro i 15 del centrodestra. Ad Andria abbiamo avuto un’affermazione straordinaria con Giovanna Bruno e con il Partito Democratico che ha raddoppiato i consensi rispetto a cinque anni fa arrivando al 22%. È il segno di un lavoro serio fatto sul territorio».

Ve lo aspettavate nonostante il clima complicato attorno alla Regione e al tema sanità?

«Ogni elezione ha sempre margini di incertezza, ma noi avevamo la percezione del lavoro svolto in questi anni. I risultati delle europee, delle regionali e del referendum ci lasciavano ben sperare. Abbiamo candidato uomini e donne credibili, tanti giovani, persone radicate nelle comunità. Questo ha fatto la differenza».

Che significato politico attribuisce a questo voto?

«È il risultato di un percorso di chiarezza politica, di rinnovamento e di ritorno alla centralità dei partiti. Ma soprattutto è la dimostrazione che il Partito Democratico resta una forza attrattiva e radicata. Siamo il primo partito in quasi tutti i Comuni sopra i 15mila abitanti, tranne Molfetta. È un dato che pesa».

Quanto ha inciso il civismo? Oggi senza le civiche non si vince più e c’è chi sostiene che i partiti rischino di essere fagocitati dai movimenti territoriali. È così?

«Le liste civiche oggi sono una componente fondamentale e sarebbe sbagliato sottovalutarle. In molti territori rappresentano energie, competenze e pezzi di società che si mettono in gioco. È chiaro che ormai senza una forte alleanza tra partiti e civismo diventa difficile essere competitivi. Però non credo che i partiti siano destinati a essere fagocitati. Anzi, quando il partito è forte, radicato e credibile riesce a dialogare con il civismo senza perdere identità. Il Partito Democratico in queste amministrative ha dimostrato proprio questo: essere il perno di una coalizione larga, aperta e vincente».

Il Pd pugliese quindi si sente politicamente attrattivo?

«Sì, e lo dimostra il fatto che tanti giovani stanno tornando ad avvicinarsi alla politica. Stiamo costruendo una nuova classe dirigente e credo sia uno degli elementi più importanti emersi da questa tornata amministrativa. Dove il centrosinistra riesce a stare insieme e a presentare candidature credibili riesce a vincere».

Eppure la maggioranza regionale è nel pieno della bufera per il disavanzo sanitario e per l’aumento dell’Irpef. Non teme che questo possa pesare nei prossimi mesi?

Credo che le urne abbiano già dato una risposta molto chiara. La destra ha impostato la campagna elettorale quasi esclusivamente sulla propaganda contro la Regione e contro il tema sanità, ma evidentemente questo racconto non ha convinto gli elettori. Naturalmente nessuno sottovaluta la situazione, che è seria e va affrontata con responsabilità, ma il voto dimostra che i cittadini sanno distinguere tra propaganda e governo reale dei problemi».