La buona sanità e il valore della cura non conoscono limiti d’età. Nella mattinata di oggi, giovedì 23 luglio, la Asl di Foggia ha reso nota la storia di straordinaria riuscita medica che ha visto protagonista una paziente di 103 anni, residente a Torremaggiore, operata con successo all’ospedale “Teresa Masselli Mascia” di San Severo per la riduzione di una complessa frattura.
La donna era giunta al pronto soccorso in condizioni particolarmente delicate, presentando una frattura al femore sinistro associata a una lesione al gomito. Una situazione clinica complessa che ha richiesto un’immediata mobilitazione della struttura sanitaria per tutelare la vita e la futura mobilità dell’anziana.
Considerata la veneranda età della paziente e il fisiologico quadro di fragilità, i medici hanno attivato un percorso valutativo integrato. Un’équipe multidisciplinare ha analizzato nel dettaglio lo stato di salute generale della centenaria, definendo la strategia chirurgica e anestesiologica più idonea per ridurre al minimo i rischi e massimizzare le possibilità di ripresa.
L’intervento è stato portato a termine senza alcuna complicazione dai chirurghi della struttura complessa di Ortopedia e Traumatologia. Al termine di un decorso post-operatorio regolare e privo di intoppi, la donna è stata trasferita presso il reparto di riabilitazione intensiva, dove ha già iniziato il percorso per il recupero funzionale.
La visione clinica
L’esito positivo dell’operazione riaccende i riflettori sull’importanza della tempestività e dell’appropriatezza delle cure, anche di fronte a pazienti ultracentenari.
«Per il medico ortopedico l’età anagrafica non può e non deve rappresentare un limite — ha sottolineato Giuseppe Ricciardi, direttore della struttura complessa di Ortopedia e Traumatologia dell’ospedale di San Severo —. Ogni decisione clinica deve essere fondata su un’attenta valutazione delle condizioni complessive del paziente, delle sue potenzialità di recupero e del rapporto tra benefici e rischi. Intervenire tempestivamente significa offrire concrete possibilità di recuperare l’autonomia, ridurre il dolore, prevenire le complicanze dell’allettamento e preservare la migliore qualità di vita possibile».
