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Tari 2026 a Bari: la lotta all’evasione azzera i rincari, tariffe in calo per famiglie e imprese

Il provvedimento segna una contrazione media delle tariffe dell’1,8% per le utenze domestiche e dell’1,2% per le attività commerciali e le imprese

Tari 2026 a Bari: la lotta all’evasione azzera i rincari, tariffe in calo per famiglie e imprese

Pagare tutti per pagare meno non è più soltanto uno slogan, ma il principio contabile che consentirà ai cittadini baresi di evitare i rincari sulla tassa dei rifiuti per l’anno in corso. Nella mattinata di oggi, giovedì 23 luglio, l’Assessore al Bilancio e Fiscalità Locale, Diego De Marzo, insieme al Sindaco Vito Leccese e all’amministrazione comunale, ha illustrato i dettagli della delibera tariffaria TARI per il 2026, pronta ad approdare in Consiglio comunale il prossimo 29 luglio per l’approvazione definitiva.

Nonostante il Piano Economico Finanziario (PEF) validato dall’AGER abbia registrato un incremento dei costi del 2,91% — trainato dall’inflazione, dagli adeguamenti contrattuali del personale e dall’aumento dei costi degli impianti di trattamento —, nessuna utenza subirà aumenti. Al contrario, il provvedimento segna una contrazione media delle tariffe dell’1,8% per le utenze domestiche e dell’1,2% per le attività commerciali e le imprese.

La svolta della giustizia fiscale

A compensare l’aumento dei costi di gestione del servizio è stato il decisivo cambio di passo sul fronte del contrasto all’evasione tributaria. Le verifiche incrociate condotte negli ultimi due anni dalla Ripartizione Tributi e dal Nucleo ispettivo TARI hanno permesso di far emergere 6.921 utenze non iscritte a ruolo (di cui 5.220 domestiche e 1.701 non domestiche).

L’allargamento della platea dei contribuenti ha fatto lievitare il gettito derivante dal recupero dell’evasione all’interno del PEF, passato da 2,3 a 3,5 milioni di euro. Una massa finanziaria che ha consentito di spalmare il costo complessivo dell’igiene urbana su un numero maggiore di soggetti, alleggerendo la pressione fiscale sui cittadini virtuosi.

Ad integrare la manovra finanziaria contribuisce anche la scelta politica della giunta Leccese di destinare una quota dei proventi dell’imposta di soggiorno alla copertura dei costi straordinari di pulizia e decoro derivanti dai flussi turistici della città, proteggendo ulteriormente le tasche dei residenti.

«In condizioni ordinarie, un aumento del PEF avrebbe comportato un rincaro della TARI. Oggi accade il contrario grazie a una scelta precisa: rendere il sistema più equo ampliando la platea dei contribuenti — ha rivendicato l’assessore Diego De Marzo —. La lotta all’evasione non è solo un’attività di controllo, ma un concreto strumento di giustizia fiscale. Non abbiamo scelto la strada più semplice di scaricare i costi su cittadini e imprese, ma quella della responsabilità e della programmazione».