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Comunali in Puglia, Damiani (FI): «Bisogna cercare di tenere la coalizione più unita» – L’INTERVISTA

Non è andata benissimo per il centrodestra in Puglia, in queste comunali. L’analisi del senatore Damiani, vice segretario regionale di Forza Italia

Comunali in Puglia, Damiani (FI): «Bisogna cercare di tenere la coalizione più unita» – L’INTERVISTA

Non è andata benissimo per il centrodestra in Puglia, in queste comunali, pur avendo conquistato piazze importanti. L’analisi del voto con il senatore Dario Damiani, vice segretario regionale di Forza Italia.

Damiani cosa non ha funzionato nel centrodestra?

«Nei comuni medio grandi il sindaco uscente è sempre un po’ favorito rispetto alle proposte alternative. Quindi, per esempio, a Corato abbiamo riperso perché il sindaco era un uscente e la cittadinanza gli ha dato la seconda possibilità. Ad Andria è stata la stessa cosa in maniera un po’ più larga. Da altre parti ci sono state conferme e comunque abbiamo espugnato Gallipoli e a San Giovanni Rotondo, dove c’era una situazione diversa, andiamo al ballottaggio. Anche lì abbiamo ricostruito un po’ una situazione di centrodestra e siamo arrivati al ballottaggio a Trani. Anche qui dopo 10 anni di cattiva amministrazione di centrosinistra».

A proposito di Trani ci sono voci che il terzo, Marinaro, potrebbe far convergere i voti sul vostro candidato. Le risulta?

«Marinaro è alternativo a Galiano. Per quanto ci riguarda nessun tipo di preclusione. Ben venga anche la possibilità di alternarsi e di cambiare Trani».

Ad Andria invece non c’era speranza per il centrodestra.

«Sapevamo già dall’inizio che la la sindaca era riuscita anche ad allargare la sua precedente coalizione. Si è costruito un blocco di potere ad Andria che ha portato a quella facile vittoria».

Tutto sommato l’aumento dell’Irpef per coprire il buco sanitario non ha danneggiato più di tanto il centrosinistra.

«A livello nazionale la nostra coalizione veniva data per morta dopo il referendum. Questo non è accaduto perché ogni elezione politiche, regionali, amministrative hanno delle dinamiche diverse. Certo noi lo abbiamo fatto sapere ai pugliesi e la campagna contro l’Irpef e l’aumento ingiustificato non finisce qui».

Alcuni Comuni storicamente di destra sono passati con il centrosinistra, a parte Gallipoli, dove è avvenuto il contrario.

«Gallipoli vale tanto per il centrodestra. Per Locorotondo c’è un dispiacere. Una città riconosciuta a livello nazionale e internazionale, che è diventata grande grazie al centrodestra che ha amministrato in questi anni. Poi le diatribe interne hanno portato alla sconfitta. Facciamo ammenda di questo».

Il centrodestra ha qualcosa in particolare di cui rimproverarsi?

«Noi ascoltiamo i territori, partecipiamo a tante attività. Diciamo che bisogna innanzitutto cercare di tenere il più possibile la coalizione unita».

Nel centrodestra Forza Italia sta ancora discutendo di leadership sia a livello nazionale che locale e Fratelli d’Italia è sempre spaccata fra fittiani e meloniani, come se ne viene a capo?

«Non è che negli altri partiti non ci sono situazioni simili. Il Pd è diviso pure in più filoni. Si tratta di dinamiche interne che ogni partito ha al proprio interno a livello nazionale, regionale. Più si è uniti, più si vince».