Si fa il pieno di vitamina C in inverno, anche per contrastare i malanni di stagione, valorizzando e sostenendo un comparto strategico come quello agrumicolo regionale, che vale oltre 100 milioni di euro e produce 1,3 milioni di quintali, soprattutto di clementine e arance.
Gli appuntamenti dedicati agli agrumi sono organizzati da Coldiretti Puglia nei mercati di Campagna Amica, con la presenza di cuochi contadini e tutor della spesa per far conoscere ai consumatori i sani e naturali “rimedi contadini” legati alla corretta alimentazione. In programma spremute preparate al momento, grandi bicchieri di succo d’arancia offerti ai visitatori, oltre a muffin all’arancia e fette di torta realizzate con succo e crema di agrumi.
«In provincia di Taranto – ricorda Coldiretti Puglia – sono 1.041 le imprese agricole impegnate nella produzione agrumicola, pari al 9% dell’intera imprenditoria agroalimentare jonica, con una produzione di 1,9 milioni di quintali tra clementine, arance e mandarini. Un patrimonio che va tutelato e valorizzato attraverso un piano agrumicolo straordinario e adeguate misure di sostegno al reddito. In provincia di Foggia, invece, si producono 103mila quintali di arance e limoni in un’area caratterizzata da agrumeti storici ma anche da un elevato rischio di dissesto idrogeologico».
«È scientificamente dimostrato – spiega la Coldiretti regionale – che una dieta corretta, ricca di vitamina C e sali minerali, rappresenta una valida alleata contro le malattie da raffreddamento. L’elevato contenuto di vitamina C negli agrumi, ma anche nei kiwi, contribuisce a contrastare i radicali liberi, scorie prodotte in grande quantità dall’organismo soprattutto nel periodo invernale. Per questo – sottolinea Coldiretti – invece di ricorrere all’abuso di integratori multivitaminici, è preferibile consumare agrumi e frutta e verdura di stagione, preparando spremute e centrifugati che il nostro Paese offre con vantaggi evidenti sia per il portafogli che per il gusto».
«Gli agrumi sono protagonisti anche degli antichi rimedi contadini. Per il mal di gola – continua Coldiretti – si consigliano gargarismi con il succo di due limoni diluito in mezzo bicchiere d’acqua con sale, mentre contro il raffreddore è sufficiente tagliare un limone a metà, versarne un po’ di succo nel palmo della mano e aspirarlo. La tosse può essere alleviata bevendo il succo di un limone con un cucchiaio di miele.
«In caso di gola infiammata sono utili anche sciacqui a base di sei cucchiai di aceto di mele diluiti in mezzo bicchiere d’acqua. Per la raucedine, invece, il rimedio tradizionale è un centrifugato di carote fresche con un cucchiaino di miele da assumere durante la giornata. In presenza di problemi bronchiali, i nonni contadini preparavano un decotto con due o tre cucchiai di semi di lino, acqua e mezzo bicchiere di vino rosso, fatti bollire per due o tre minuti. Il composto veniva versato su una salvietta di cotone o lino, piegata e applicata sul petto fino a raffreddamento. Durante la convalescenza, infine, mangiare pomodori crudi molto maturi o berne il succo aiuta a recuperare più rapidamente le forze».
«Fondamentale – evidenzia Coldiretti – è anche il consumo di verdure di stagione, in particolare quelle ricche di vitamina A come spinaci, cicoria, zucca, ravanelli, zucchine, carote e broccoletti, senza dimenticare cipolle e aglio, meglio se crudi per le loro proprietà antibatteriche. Questi alimenti garantiscono un apporto adeguato di sali minerali e vitamine antiossidanti, utili a contrastare gli effetti dello stress legato al cambio di stagione».
«Nella dieta – prosegue Coldiretti – non devono mancare i legumi come fagioli, ceci, piselli, lenticchie e fave secche, ricchi di ferro e fibre, fondamentali per migliorare le funzionalità intestinali e aiutare l’organismo a smaltire i sovraccarichi. Va infine ricordato che, in un soggetto sano, l’assunzione di proteine dovrebbe essere compresa tra 0,8 e 1,3 grammi per chilo di peso corporeo: per questo – conclude Coldiretti – una corretta presenza di carne nella dieta contribuisce al benessere generale».










