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Caso Emiliano, per l’ex presidente spunta una consulenza a Roma

La partita sull’aspettativa dell’ex presidente di Regione, Michele Emiliano, si avvia verso un epilogo che ha il sapore della soluzione politica più che amministrativa. Dopo mesi di tentativi andati a vuoto da parte della Regione, - l’ultimo, un contratto di collaborazione coordinata e continuativa tirato fuori dal cilindro del capo di Gabinetto, Davide Pellegrino e…
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Foto Mauro Scrobogna /LaPresse 04-08-2020 Roma, Italia Politica Convegno presidenti di Regione, in occasione del cinquantesimo anniversario di costituzione delle Regioni a statuto ordinario Nella foto: Michele Emiliano ( Puglia) Photo Mauro Scrobogna /LaPresse August 04, 2020  Rome, Italy Politics Conference of regional presidents, on the occasion of the fiftieth anniversary of the constitution of the ordinary statute Regions In the photo: Michele Emiliano ( Puglia)

La partita sull’aspettativa dell’ex presidente di Regione, Michele Emiliano, si avvia verso un epilogo che ha il sapore della soluzione politica più che amministrativa. Dopo mesi di tentativi andati a vuoto da parte della Regione, – l’ultimo, un contratto di collaborazione coordinata e continuativa tirato fuori dal cilindro del capo di Gabinetto, Davide Pellegrino e ancora sotto esame del Csm – la via d’uscita potrebbe arrivare dal Parlamento: una consulenza parlamentare ad hoc.

Una mossa che riapre il fronte delle polemiche. L’ipotesi è quella di un incarico presso la Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro, presieduta da Tito Magni. Un ruolo a tempo pieno, ma a titolo gratuito, che potrebbe superare più facilmente il vaglio del Csm, storicamente favorevole a questo tipo di distacchi. Tuttavia, al momento, il caso Emiliano presenta un’anomalia: non si tratta di una consulenza tecnica richiesta a un magistrato in servizio, ma di uno strumento per prolungare l’aspettativa. Una riserva che cadrebbe qualora Emiliano rientrasse in servizio. Questo gli consentirebbe anche di avere maggiore libertà in campagna elettorale per le Politiche.

Ma proprio su questo punto esplode il caso politico. Nei giorni scorsi, all’interno dell’Ufficio di presidenza della Commissione, sarebbe stata depositata un’informativa -su iniziativa del capogruppo Pd- mai discussa né approvata formalmente, ma comunque trasmessa al Csm. Un passaggio che alimenta più di un dubbio sulla correttezza procedurale. Durissima la reazione delle opposizioni. Il senatore di Forza Italia, Ignazio Zullo, parla senza mezzi termini di «vicenda immorale», accusando la maggioranza di piegare le istituzioni a esigenze personali: «Si usa una commissione parlamentare per evitare il ritorno al lavoro di un magistrato». Intanto Emiliano ha indicato al Csm le sue possibili destinazioni – dalla Direzione nazionale antimafia al tribunale di Benevento – e ha chiesto di essere ascoltato dalla commissione competente. Segno che il ritorno in magistratura resta uno scenario concreto.

Ma da ambienti vicini ad Emiliano arriva una versione opposta. E cioè che la commissione si è espressa all’unanimità per il distacco dell’ex governatore su iniziativa del Pd che sarebbe stato compulsato direttamente dalla segreteria Elly Schlein. . Sul tavolo resta ovviamente anche l’ultima proposta della Regione: un incarico da consulente diretto del governatore sul dossier Ilva, con una retribuzione da direttore di dipartimento. Una soluzione già bocciata nei fatti dal Csm. Il risultato è uno stallo che ora rischia di essere risolto fuori dalla Puglia, con un intervento politico nazionale.

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