Nuova mission televisiva per Beppe Convertini, al timone di Azzurro Storie Di Mare in onda il sabato mattina su Rai Uno dalle ore 11,30, a partire dal 1 agosto. Giunto alla sesta stagione, il programma, ideato, scritto e condotto dallo stesso Convertini, porta gli spettatori in un viaggio suggestivo lungo le coste italiane, mettendo in risalto le bellezze artistiche paesaggistiche, culturali del Paese.
Convertini, ci parli dell’itinerario di questa nuova edizione.
«Il format prevede sei puntate e, come sempre, andremo a circumnavigare l’Italia, toccando regioni che vengono “baciate” dal mare, quali la Puglia, la Campania, la Sardegna, l’intera costa Adriatica, il Veneto, l’Abruzzo. Nella fattispecie, racconteremo i mestieri antichi in via d’estinzione, per esempio quello dei pescatori e dei cozzaroli, raccogliendo la testimonianza di una intera dinastia che coltiva le cozze nel mar Piccolo, un bacino costiero a forma di “otto” situato a nord di Taranto, mentre in Liguria, narreremo la storia di un cordaro di 90 anni che da generazioni realizza corde manualmente ed è l’artefice delle tonnare posizionate in tutta Italia, come anche quella del maestro d’ascia che costruisce barche in legno artigianalmente, pezzo su pezzo».
Grande rilievo anche ai costumi e alla cucina del “Bel Paese”.
«Sì, racconteremo tutte le feste patronali, le infiorate, le rievocazioni e i cortei storici e puntualmente, a chiusura di ogni puntata, ci sarà l’esibizione musicale della banda del paese. Particolare risalto sarà dato anche alle eccellenze gastronomiche realizzate con prodotti tipici della terra e del mare e al dialetto, la lingua locale, con le quali verranno rappresentate in maniera suggestiva, aneddoti e curiosità di ogni località».
Beppe, in cosa si sente un vero pugliese?
«Sono come l’ulivo, l’albero, simbolo della Puglia, che si piega ma che non si spezza mai; ritrovo in me stesso tutte le peculiarità caratteriali della mia gente: sono tenace e deciso, molto radicato nei miei valori, quali l’amore per la mia famiglia, a partire dalla mia mamma, il rispetto per il prossimo, l’educazione, il senso del lavoro, del sacrificio, il saper apprezzare le piccole gioie della vita!».
Di recente è stato pubblicato “Il Paese delle tradizioni”.
«Sì è il mio quinto libro, un viaggio ideale nel cuore dell’Italia autentica, tra riti, saperi e sapori da tramandare che si svolge attraverso le varie proloco».
Quando nasce la sua passione per il turismo?
«Da quando ero piccolo; appartenendo a una famiglia molto semplice, non avevo possibilità di viaggiare per cui passavo ore intere a fantasticare sfogliando un atlante cartaceo che ero riuscito ad acquistare con i miei piccoli risparmi».
A chi deve il suo successo?
«A mia madre, che pur rimanendo vedova in giovane età, con grandi sacrifici, mi ha permesso di realizzare i miei sogni».
La sua legge di vita?
«Mettere la popolarità al servizio del prossimo».
