Aerei e macchine alimentati senza far ricorso a combustibili fossili non sono più un obiettivo futuristico. Aviazione e automotive sono infatti due dei settori principali sui quali si sta sperimentando un utilizzo pratico dell’idrogeno verde, di cui la nostra regione è hub nazionale. Nella Puglia capofila al Sud della transizione ecologica, il surplus energetico da fonti rinnovabili sta permettendo consistenti investimenti nelle diverse applicazioni pratiche, con 14 progetti già finanziati e altri in fase di ricerca e sviluppo. La scissione dell’acqua per creare questo prezioso gas avviene principalmente attraverso un processo chimico chiamato elettrolisi, che utilizza energia elettrica per separare le molecole di H2O in idrogeno e ossigeno.
È chiaro che se questa energia proviene da combustibili fossili tradizionali, il gioco non vale la candela. Ma la Puglia ormai da anni, grazie a sole e vento (quindi fotovoltaico ed eolico) produce 10.000 gigawatt in più rispetto al proprio fabbisogno. Il problema è che si tratta di energia non programmabile: spesso il picco di produzione, per esempio a mezzogiorno per il fotovoltaico, non coincide con il picco di domanda nelle ore notturne. Questo rende necessario l’utilizzo di costosi sistemi di accumulo, come le batterie, per conservare l’energia in eccesso e utilizzarla nei momenti di bisogno.
Diventa quindi economicamente ed ecologicamente sostenibile usare questo surplus per produrre idrogeno. Nel Politecnico di Bari il gruppo di lavoro del professor Riccardo Amirante sta studiando forme di impiego dell’idrogeno per abbattere i costi energetici della mobilità su larga scala. In questo caso il protagonista è il cosiddetto «idrogeno criogenico», ossia raffreddato a temperature estremamente basse, per garantirne lo stoccaggio, per esempio, nei serbatoi degli aerei in forma liquida. La liquefazione riduce notevolmente il volume dell’idrogeno rispetto allo stato gassoso, permettendo di immagazzinarne quantità maggiori in serbatoi dedicati, spesso a doppia parete per l’isolamento termico. Il team di Poliba sta lavorando alla progettazione di serbatoi criogenici sicuri per l’utilizzo nei settori aviazione e automotive. Sarebbe un ulteriore e decisivo passo in avanti verso la mobilità sostenibile
