L’approvazione in Consiglio dei Ministri delle prime intese sull’autonomia differenziata con Liguria, Veneto, Lombardia e Piemonte riaccende lo scontro istituzionale tra il governo centrale e il Mezzogiorno. Dalla Puglia arriva la ferma dichiarazione di battaglia del presidente della Regione, Antonio Decaro, pronto a trascinare il provvedimento davanti ai giudici delle leggi per bloccarne l’iter.
«Se il Governo intende portare avanti questo scellerato disegno, la Puglia farà ricorso alla Corte costituzionale», ha annunciato a caldo il governatore pugliese, confermando una linea di opposizione già preannunciata nelle scorse settimane. «Lo avevamo promesso e lo faremo, perché non intendiamo far pagare ai nostri concittadini il prezzo di una cambiale elettorale interna alla maggioranza. Queste intese rappresentano un vero e proprio scippo ai diritti dei residenti nelle regioni più fragili».
Nel mirino del presidente pugliese ci sono soprattutto le ricadute operative sui servizi essenziali e sul sistema sanitario, che rischierebbero di acuire il divario tra Nord e Sud: «Io intendo difendere i pugliesi e mi auguro di trovare al mio fianco, in questa mobilitazione, tutti i parlamentari eletti in Puglia, senza distinzione di appartenenza politica. Non possiamo consentire che si creino le condizioni per sottrarre risorse, medici e infermieri a vantaggio delle aree più ricche, in grado di offrire compensi e tariffe che noi non possiamo permetterci. Siamo di fronte a una prova di grave egoismo, che offre alle regioni con maggiori disponibilità l’occasione di eludere il dovere di solidarietà nazionale».
Decaro ha quindi concluso richiamando i principi fondamentali dell’ordinamento: «Viene da chiedersi dove sia finita quella Repubblica una e indivisibile sancita solennemente dalla nostra Costituzione. È stata svenduta in cambio di equilibri politici ed elettorali».
